Indice delle voci

Disposizioni Generali

Dal menù contestuale a sinistra è possibile raggiungere tutte le pagine richieste dal Decreto Legislativo 14 marzo 2013, n. 33. Alcune pagine sono ancora in preparazione: spesso i dati sono reperibili sul sito, ma in altre sezioni. Si sta procedendo alla riorganizzazione delle informazioni per adeguarsi al Decreto citato.

La sezione denominata “Amministrazione trasparente” è organizzata in sotto-sezioni all'interno delle quali sono inseriti i documenti, le informazioni e i dati previsti dal Decreto legislativo – 14 marzo 2013 , n. 33 e la Delibera n. 50/2013 (ANAC - Autorità Nazionale Anticorruzione): “Linee guida per l’aggiornamento del Programma triennale per la trasparenza e l’integrità 2014-2016”. Richiamiamo, inoltre,  la Circolare n. 2 del 19/07/2013 

Note privacy: Il riutilizzo dei dati di cui è prevista la libera fruizione, è consentito solo in osservanza di quanto previsto dal D.Lgs. 196/2003 (“Codice in materia di protezione dei dati personali” – Legge sulla Privacy): nei casi in cui il riutilizzo di tal dati fosse necessario, si deve chiedere il consenso all'interessato per la loro ripubblicazione.

Ultimo aggiornamento:
 30/03/2016 16:20

Documenti allegati:

Programma per la Trasparenza e l'Integrità

Riferimenti normativi:
 

Dlgs 14 marzo 2013, n. 33

articolo 10 Comma 8 Lettera A

8. Ogni amministrazione ha l'obbligo di pubblicare sul proprio sito istituzionale nella sezione: «Amministrazione trasparente» di cui all'articolo 9:

a. il Programma triennale per la trasparenza e l'integrità ed il relativo stato di attuazione

IIS Falcone Righi- Corsico
Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia 
Via Pola , 11 – 20124 Milano
Ultimo aggiornamento:
 27/01/2018 21:04

Oneri informativi per cittadini e imprese

Riferimenti normativi:
 
Dlgs 14 marzo 2013, n. 33

Articolo 34 Comma 1,2

Trasparenza degli oneri informativi

I regolamenti ministeriali o interministeriali, nonchè i provvedimenti amministrativi a carattere generale adottati dalle amministrazioni dello Stato per regolare l'esercizio di poteri autorizzatori, concessori o certificatori, nonché l'accesso ai servizi pubblici ovvero la concessione di benefici, recano in allegato l'elenco di tutti gli oneri informativi gravanti sui cittadini e sulle imprese introdotti o eliminati con gli atti medesimi. Per onere informativo si intende qualunque obbligo informativo o adempimento che comporti la raccolta, l'elaborazione, la trasmissione, la conservazione e la produzione di informazioni e documenti alla pubblica amministrazione.
Ferma restando, ove prevista, la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, gli atti di cui al comma 1 sono pubblicati sui siti istituzionali delle amministrazioni, secondo i criteri e le modalità definite con il regolamento di cui all'articolo 7, commi 2 e 4, della legge 11 novembre 2011, n. 180.
Ultimo aggiornamento:
 12/01/2017 19:42

Documenti allegati:

Scadenzario dei nuovi obblighi amministrativi

Riferimenti normativi:
 

Ultimo aggiornamento:
 28/03/2016 14:58

Documenti allegati:

Atti Generali

Riferimenti normativi:
 Dlgs 14 marzo 2013, n. 33

12 Comma 1,2

Obblighi di pubblicazione concernenti gli atti di carattere normativo e amministrativo generale.

Fermo restando quanto previsto per le pubblicazioni nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana dalla legge 11 dicembre 1984, n. 839, e dalle relative norme di attuazione, le pubbliche
amministrazioni pubblicano sui propri siti istituzionali i riferimenti normativi con i relativi link alle norme di legge statale pubblicate nella banca dati «Normattiva» che ne regolano l'istituzione, l'organizzazione e l'attività. Sono altresì pubblicati le direttive, le circolari, i programmi e le istruzioni emanati dall'amministrazione e ogni atto che dispone in generale sulla organizzazione, sulle funzioni, sugli obiettivi, sui procedimenti ovvero nei quali si determina l'interpretazione di norme giuridiche che le riguardano o si dettano disposizioni per l'applicazione di esse, ivi compresi i codici di condotta.
Con riferimento agli statuti e alle norme di legge regionali, che regolano le funzioni, l'organizzazione e lo svolgimento delle attività di competenza dell'amministrazione, sono pubblicati gli estremi degli atti e dei testi ufficiali aggiornati.

Art. 55.bis e seg. Dlgs 165/2011: “Responsabilità, infrazioni e sanzioni, procedure
conciliative”
Art. 55-bis (Forme e termini del procedimento disciplinare).
1. Per le infrazioni di minore gravita', per le quali e' prevista l'irrogazione di sanzioni superiori al
rimprovero verbale ed inferiori alla sospensione dal servizio con privazione della retribuzione per
piu' di dieci giorni, il procedimento disciplinare, se il responsabile della struttura ha qualifica
dirigenziale, si svolge secondo le disposizioni del comma 2. Quando il responsabile della struttura
non ha qualifica dirigenziale o comunque per le infrazioni punibili con sanzioni piu' gravi di quelle
indicate nel primo periodo, il procedimento disciplinare si svolge secondo le disposizioni del comma
4. Alle infrazioni per le quali e' previsto il rimprovero verbale si applica la disciplina stabilita dal
contratto collettivo.
2. Il responsabile, con qualifica dirigenziale, della struttura in cui il dipendente lavora, anche in
posizione di comando o di fuori ruolo, quando ha notizia di comportamenti punibili con taluna delle
sanzioni disciplinari di cui al comma 1, primo periodo, senza indugio e comunque non oltre venti
giorni contesta per iscritto l'addebito al dipendente medesimo e lo convoca per il contraddittorio a
sua difesa, con l'eventuale assistenza di un procuratore ovvero di un rappresentante dell'associazione
sindacale cui il lavoratore aderisce o conferisce mandato, con un preavviso di almeno dieci giorni.
Entro il termine fissato, il dipendente convocato, se non intende presentarsi, puo' inviare una
memoria scritta o, in caso di grave ed oggettivo impedimento, formulare motivata istanza di rinvio
del termine per l'esercizio della sua difesa. Dopo l'espletamento dell'eventuale ulteriore attivita'
istruttoria, il responsabile della struttura conclude il procedimento, con l'atto di archiviazione o di
irrogazione della sanzione, entro sessanta giorni dalla contestazione dell'addebito. In caso di
differimento superiore a dieci giorni del termine a difesa, per impedimento del dipendente, il
termine per la conclusione del procedimento e' prorogato in misura corrispondente.
Il differimento puo' essere disposto per una sola volta nel corso del procedimento. La violazione dei
termini stabiliti nel presente comma comporta, per l'amministrazione, la decadenza dall'azione
disciplinare ovvero, per il dipendente, dall'esercizio del diritto di difesa.
3. Il responsabile della struttura, se non ha qualifica dirigenziale ovvero se la sanzione da applicare
e' piu' grave di quelle di cui al comma 1, primo periodo, trasmette gli atti, entro cinque giorni dalla
notizia del fatto, all'ufficio individuato ai sensi del comma 4, dandone contestuale comunicazione
all'interessato.
4. Ciascuna amministrazione, secondo il proprio ordinamento, individua l'ufficio competente per i
procedimenti disciplinari ai sensi del comma 1, secondo periodo. Il predetto ufficio contesta
l'addebito al dipendente, lo convoca per il contraddittorio a sua difesa, istruisce e conclude il
procedimento secondo quanto previsto nel comma 2, ma, se la sanzione da applicare e' piu' grave di
quelle di cui al comma 1, primo periodo, con applicazione di termini pari al doppio di quelli ivi
stabiliti e salva l'eventuale sospensione ai sensi dell'articolo 55-ter. Il termine per la contestazione
dell'addebito decorre dalla data di ricezione degli atti trasmessi ai sensi del comma 3 ovvero dalla
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data nella quale l'ufficio ha altrimenti acquisito notizia dell'infrazione, mentre la decorrenza del
termine per la conclusione del procedimento resta comunque fissata alla data di prima acquisizione
della notizia dell'infrazione, anche se avvenuta da parte del responsabile della struttura in cui il
dipendente lavora. La violazione dei termini di cui al presente comma comporta, per
l'amministrazione, la decadenza dall'azione disciplinare ovvero, per il dipendente, dall'esercizio del
diritto di difesa.
5. Ogni comunicazione al dipendente, nell'ambito del procedimento disciplinare, e' effettuata tramite
posta elettronica certificata, nel caso in cui il dipendente dispone di idonea casella di posta, ovvero
tramite consegna a mano. Per le comunicazioni successive alla contestazione dell'addebito, il
dipendente puo' indicare, altresi', un numero di fax, di cui egli o il suo procuratore abbia la
disponibilita'. In alternativa all'uso della posta elettronica certificata o del fax ed altresi' della
consegna a mano, le comunicazioni sono effettuate tramite raccomandata postale con ricevuta di
ritorno. Il dipendente ha diritto di accesso agli atti istruttori del procedimento. E' esclusa
l'applicazione di termini diversi o ulteriori rispetto a quelli stabiliti nel presente articolo.
6. Nel corso dell'istruttoria, il capo della struttura o l'ufficio per i procedimenti disciplinari possono
acquisire da altre amministrazioni pubbliche informazioni o documenti rilevanti per la definizione
del procedimento. La predetta attivita' istruttoria non determina la sospensione del procedimento, ne'
il differimento dei relativi termini.
7. Il lavoratore dipendente o il dirigente, appartenente alla stessa amministrazione pubblica
dell'incolpato o ad una diversa, che, essendo a conoscenza per ragioni di ufficio o di servizio di
informazioni rilevanti per un procedimento disciplinare in corso, rifiuta, senza giustificato motivo,
la collaborazione richiesta dall'autorita' disciplinare procedente ovvero rende dichiarazioni false o
reticenti, e' soggetto all'applicazione, da parte dell'amministrazione di appartenenza, della sanzione
disciplinare della sospensione dal servizio con privazione della retribuzione, commisurata alla
gravita' dell'illecito contestato al dipendente, fino ad un massimo di quindici giorni.
8. In caso di trasferimento del dipendente, a qualunque titolo, in un'altra amministrazione pubblica,
il procedimento disciplinare e' avviato o concluso o la sanzione e' applicata presso quest'ultima. In
tali casi i termini per la contestazione dell'addebito o per la conclusione del procedimento, se ancora
pendenti, sono interrotti e riprendono a decorrere alla data del trasferimento.
9. In caso di dimissioni del dipendente, se per l'infrazione commessa e' prevista la sanzione del
licenziamento o se comunque e' stata disposta la sospensione cautelare dal servizio, il procedimento
disciplinare ha egualmente corso secondo le disposizioni del presente articolo e le determinazioni
conclusive sono assunte ai fini degli effetti giuridici non preclusi dalla cessazione del rapporto di
lavoro.
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Art. 55-ter (Rapporti fra procedimento disciplinare e procedimento penale).
1. Il procedimento disciplinare, che abbia ad oggetto, in tutto o in parte, fatti in relazione ai quali
procede l'autorita' giudiziaria, e' proseguito e concluso anche in pendenza del procedimento penale.
Per le infrazioni di minore gravita', di cui all'articolo 55-bis, comma 1, primo periodo, non e'
ammessa la sospensione del procedimento. Per le infrazioni di maggiore gravita', di cui all'articolo
55-bis, comma 1, secondo periodo, l'ufficio competente, nei casi di particolare complessita'
dell'accertamento del fatto addebitato al dipendente e quando all'esito dell'istruttoria non dispone di
elementi sufficienti a motivare l'irrogazione della sanzione, puo' sospendere il procedimento
disciplinare fino al termine di quello penale, salva la possibilita' di adottare la sospensione o altri
strumenti cautelari nei confronti del dipendente.
2. Se il procedimento disciplinare, non sospeso, si conclude con l'irrogazione di una sanzione e,
successivamente, il procedimento penale viene definito con una sentenza irrevocabile di assoluzione
che riconosce che il fatto addebitato al dipendente non sussiste o non costituisce illecito penale o che
il dipendente medesimo non lo ha commesso, l'autorita' competente, ad istanza di parte da proporsi
entro il termine di decadenza di sei mesi dall'irrevocabilita' della pronuncia penale, riapre il
procedimento disciplinare per modificarne o confermarne l'atto conclusivo in relazione all'esito del
giudizio penale.
3. Se il procedimento disciplinare si conclude con l'archiviazione ed il processo penale con una
sentenza irrevocabile di condanna, l'autorita' competente riapre il procedimento disciplinare per
adeguare le determinazioni conclusive all'esito del giudizio penale.
Il procedimento disciplinare e' riaperto, altresi', se dalla sentenza irrevocabile di condanna risulta
che il fatto addebitabile al dipendente in sede disciplinare comporta la sanzione del licenziamento,
mentre ne e' stata applicata una diversa.
4. Nei casi di cui ai commi 1, 2 e 3 il procedimento disciplinare e', rispettivamente, ripreso o
riaperto entro sessanta giorni dalla comunicazione della sentenza all'amministrazione di
appartenenza del lavoratore ovvero dalla presentazione dell'istanza di riapertura ed e' concluso entro
centottanta giorni dalla ripresa o dalla riapertura. La ripresa o la riapertura avvengono mediante il
rinnovo della contestazione dell'addebito da parte dell'autorita' disciplinare competente ed il
procedimento prosegue secondo quanto previsto nell'articolo 55-bis. Ai fini delle determinazioni
conclusive, l'autorita' procedente, nel procedimento disciplinare ripreso o riaperto, applica le
disposizioni dell'articolo 653, commi 1 ed 1-bis, del codice di procedura penale.
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Art. 55-quater (Licenziamento disciplinare).
1. Ferma la disciplina in tema di licenziamento per giusta causa o per giustificato motivo e salve
ulteriori ipotesi previste dal contratto collettivo, si applica comunque la sanzione disciplinare del
licenziamento nei seguenti casi:
a) falsa attestazione della presenza in servizio, mediante l'alterazione dei sistemi di
rilevamento della presenza o con altre modalita' fraudolente, ovvero giustificazione
dell'assenza dal servizio mediante una certificazione medica falsa o che attesta
falsamente uno stato di malattia;
b) assenza priva di valida giustificazione per un numero di giorni, anche non continuativi,
superiore a tre nell'arco di un biennio o comunque per piu' di sette giorni nel corso degli
ultimi dieci anni ovvero mancata ripresa del servizio, in caso di assenza ingiustificata, entro
il termine fissato dall'amministrazione;
c) ingiustificato rifiuto del trasferimento disposto dall'amministrazione per motivate esigenze
di servizio;
d) falsita' documentali o dichiarative commesse ai fini o in occasione dell'instaurazione del
rapporto di lavoro ovvero di progressioni di carriera;
e) reiterazione nell'ambiente di lavoro di gravi condotte aggressive o moleste o minacciose o
ingiuriose o comunque lesive dell'onore e della dignita' personale altrui;
f) condanna penale definitiva, in relazione alla quale e' prevista l'interdizione perpetua dai
pubblici uffici ovvero l'estinzione, comunque denominata, del rapporto di lavoro.
2. Il licenziamento in sede disciplinare e' disposto, altresi', nel caso di prestazione lavorativa,
riferibile ad un arco temporale non inferiore al biennio, per la quale l'amministrazione di
appartenenza formula, ai sensi delle disposizioni legislative e contrattuali concernenti la valutazione
del personale delle amministrazioni pubbliche, una valutazione di insufficiente rendimento e questo
e' dovuto alla reiterata violazione degli obblighi concernenti la prestazione stessa, stabiliti da norme
legislative o regolamentari, dal contratto collettivo o individuale, da atti e provvedimenti
dell'amministrazione di appartenenza o dai codici di comportamento di cui all'articolo 54.
3. Nei casi di cui al comma 1, lettere a), d), e) ed f), il licenziamento e' senza preavviso.
Art. 55-quinquies (False attestazioni o certificazioni).
1. Fermo quanto previsto dal codice penale, il lavoratore dipendente di una pubblica
amministrazione che attesta falsamente la propria presenza in servizio, mediante l'alterazione dei
sistemi di rilevamento della presenza o con altre modalita' fraudolente, ovvero giustifica l'assenza
dal servizio mediante una certificazione medica falsa o falsamente attestante uno stato di malattia e'
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punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa da euro 400 ad euro 1.600. La
medesima pena si applica al medico e a chiunque altro concorre nella commissione del delitto.
2. Nei casi di cui al comma 1, il lavoratore, ferme la responsabilita' penale e disciplinare e le relative
sanzioni, e' obbligato a risarcire il danno patrimoniale, pari al compenso corrisposto a titolo di
retribuzione nei periodi per i quali sia accertata la mancata prestazione, nonche' il danno
all'immagine subiti dall'amministrazione.
3. La sentenza definitiva di condanna o di applicazione della pena per il delitto di cui al comma 1
comporta, per il medico, la sanzione disciplinare della radiazione dall'albo ed altresi', se dipendente
di una struttura sanitaria pubblica o se convenzionato con il servizio sanitario nazionale, il
licenziamento per giusta causa o la decadenza dalla convenzione. Le medesime sanzioni disciplinari
si applicano se il medico, in relazione all'assenza dal servizio, rilascia certificazioni che attestano
dati clinici non direttamente constatati ne' oggettivamente documentati.
Art. 55-sexies (Responsabilita' disciplinare per condotte pregiudizievoli per l'amministrazione e
limitazione della responsabilita' per l'esercizio dell'azione disciplinare).
1. La condanna della pubblica amministrazione al risarcimento del danno derivante dalla violazione,
da parte del lavoratore dipendente, degli obblighi concernenti la prestazione lavorativa, stabiliti da
norme legislative o regolamentari, dal contratto collettivo o individuale, da atti e provvedimenti
dell'amministrazione di appartenenza o dai codici di comportamento di cui all'articolo 54, comporta
l'applicazione nei suoi confronti, ove gia' non ricorrano i presupposti per l'applicazione di un'altra
sanzione disciplinare, della sospensione dal servizio con privazione della retribuzione da un minimo
di tre giorni fino ad un massimo di tre mesi, in proporzione all'entita' del risarcimento.
2. Fuori dei casi previsti nel comma 1, il lavoratore, quando cagiona grave danno al normale
funzionamento dell'ufficio di appartenenza, per inefficienza o incompetenza professionale accertate
dall'amministrazione ai sensi delle disposizioni legislative e contrattuali concernenti la valutazione
del personale delle amministrazioni pubbliche, e' collocato in disponibilita', all'esito del
procedimento disciplinare che accerta tale responsabilita', e si applicano nei suoi confronti le
disposizioni di cui all'articolo 33, comma 8, e all'articolo 34, commi 1, 2, 3 e 4. Il provvedimento
che definisce il giudizio disciplinare stabilisce le mansioni e la qualifica per le quali puo' avvenire
l'eventuale ricollocamento.
Durante il periodo nel quale e' collocato in disponibilita', il lavoratore non ha diritto di percepire
aumenti retributivi sopravvenuti.
3. Il mancato esercizio o la decadenza dell'azione disciplinare, dovuti all'omissione o al ritardo,
senza giustificato motivo, degli atti del procedimento disciplinare o a valutazioni sull'insussistenza
dell'illecito disciplinare irragionevoli o manifestamente infondate, in relazione a condotte aventi
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oggettiva e palese rilevanza disciplinare, comporta, per i soggetti responsabili aventi qualifica
dirigenziale, l'applicazione della sanzione disciplinare della sospensione dal servizio con privazione
della retribuzione in proporzione alla gravita' dell'infrazione non perseguita, fino ad un massimo di
tre mesi in relazione alle infrazioni sanzionabili con il licenziamento, ed altresi' la mancata
attribuzione della retribuzione di risultato per un importo pari a quello spettante per il doppio del
periodo della durata della sospensione. Ai soggetti non aventi qualifica dirigenziale si applica la
predetta sanzione della sospensione dal servizio con privazione della retribuzione, ove non
diversamente stabilito dal contratto collettivo.
4. La responsabilita' civile eventualmente configurabile a carico del dirigente in relazione a profili di
illiceita' nelle determinazioni concernenti lo svolgimento del procedimento disciplinare e' limitata,
in conformita' ai principi generali, ai casi di dolo o colpa grave.
Art. 55-septies (Controlli sulle assenze).
1. Nell'ipotesi di assenza per malattia protratta per un periodo superiore a dieci giorni, e, in ogni
caso, dopo il secondo evento di malattia nell'anno solare l'assenza viene giustificata esclusivamente
mediante certificazione medica rilasciata da una struttura sanitaria pubblica o da un medico
convenzionato con il Servizio sanitario nazionale.
2. In tutti i casi di assenza per malattia la certificazione medica e' inviata per via telematica,
direttamente dal medico o dalla struttura sanitaria che la rilascia, all'Istituto nazionale della
previdenza sociale, secondo le modalita' stabilite per la trasmissione telematica dei certificati medici
nel settore privato dalla normativa vigente, e in particolare dal decreto del Presidente del Consiglio
dei Ministri previsto dall'articolo 50, comma 5-bis, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, introdotto dall'articolo 1,
comma 810, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e dal predetto Istituto e' immediatamente
inoltrata, con le medesime modalita', all'amministrazione interessata.
3. L'Istituto nazionale della previdenza sociale, gli enti del servizio sanitario nazionale e le altre
amministrazioni interessate svolgono le attivita' di cui al comma 2 con le risorse finanziarie,
strumentali e umane disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri a carico della
finanza pubblica.
4. L'inosservanza degli obblighi di trasmissione per via telematica della certificazione medica
concernente assenze di lavoratori per malattia di cui al comma 2 costituisce illecito disciplinare e, in
caso di reiterazione, comporta l'applicazione della sanzione del licenziamento ovvero, per i medici
in rapporto convenzionale con le aziende sanitarie locali, della decadenza dalla convenzione, in
modo inderogabile dai contratti o accordi collettivi.
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5. L'Amministrazione dispone il controllo in ordine alla sussistenza della malattia del dipendente
anche nel caso di assenza di un solo giorno, tenuto conto delle esigenze funzionali e organizzative.
Le fasce orarie di reperibilita' del lavoratore, entro le quali devono essere effettuate le visite mediche
di controllo, sono stabilite con decreto del Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione.
6. Il responsabile della struttura in cui il dipendente lavora nonche' il dirigente eventualmente
preposto all'amministrazione generale del personale, secondo le rispettive competenze, curano
l'osservanza delle disposizioni del presente articolo, in particolare al fine di prevenire o contrastare,
nell'interesse della funzionalita' dell'ufficio, le condotte assenteistiche. Si applicano, al riguardo, le
disposizioni degli articoli 21 e 55-sexies, comma 3.
Art. 55-octies (Permanente inidoneita' psicofisica).
1. Nel caso di accertata permanente inidoneita' psicofisica al servizio dei dipendenti delle
amministrazioni pubbliche, di cui all'articolo 2, comma 2, l'amministrazione puo' risolvere il
rapporto di lavoro. Con regolamento da emanarsi, ai sensi dell'articolo 17, comma 1, lettera b), della
legge 23 agosto 1988, n. 400, sono disciplinati, per il personale delle amministrazioni statali, anche
ad ordinamento autonomo, nonche' degli enti pubblici non economici:
a) la procedura da adottare per la verifica dell'idoneita' al servizio, anche ad iniziativa
dell'Amministrazione;
b) la possibilita' per l'amministrazione, nei casi di pericolo per l'incolumita' del dipendente
interessato nonche' per la sicurezza degli altri dipendenti e degli utenti, di adottare
provvedimenti di sospensione cautelare dal servizio, in attesa dell'effettuazione della visita di
idoneita', nonche' nel caso di mancata presentazione del dipendente alla visita di idoneita', in
assenza di giustificato motivo;
c) gli effetti sul trattamento giuridico ed economico della sospensione di cui alla lettera b),
nonche' il contenuto e gli effetti dei provvedimenti definitivi adottati dall'amministrazione in
seguito all'effettuazione della visita di idoneita';
d) la possibilita', per l'amministrazione, di risolvere il rapporto di lavoro nel caso di reiterato
rifiuto, da parte del dipendente, di sottoporsi alla visita di idoneita'.
Art. 55-novies (Identificazione del personale a contatto con il pubblico).
1. I dipendenti delle amministrazioni pubbliche che svolgono attivita' a contatto con il pubblico sono
tenuti a rendere conoscibile il proprio nominativo mediante l'uso di cartellini identificativi o di
targhe da apporre presso la postazione di lavoro.
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2. Dall'obbligo di cui al comma 1 e' escluso il personale individuato da ciascuna amministrazione
sulla base di categorie determinate, in relazione ai compiti ad esse attribuiti, mediante uno o piu'
decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri o del Ministro per la pubblica amministrazione e
l'innovazione, su proposta del Ministro competente ovvero, in relazione al personale delle
amministrazioni pubbliche non statali, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti
tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano o di Conferenza Stato-citta' ed
autonomie locali.».
ART. 492 - D. L.VO 16 APRILE 1994, N. 297
SANZIONI
(*)1. Fino al riordinamento degli organi collegiali le sanzioni disciplinari e le relative
procedure di irrogazione sono regolate, per il personale direttivo e docente, dal presente articolo e
dagli articoli seguenti.
2. Al personale predetto, nel caso di violazione dei propri doveri, possono essere inflitte le
seguenti sanzioni disciplinari: a) la censura; b) la sospensione dall'insegnamento o dall'ufficio fino a
un mese; c) la sospensione dall'insegnamento o dall'ufficio da oltre un mese a sei mesi; d) la
sospensione dall'insegnamento o dall'ufficio per un periodo di sei mesi e l'utilizzazione, trascorso il
tempo di sospensione, per lo svolgimento di compiti diversi da quelli inerenti alla funzione docente
o direttiva; e) la destituzione.
3. Per il personale docente il primo grado di sanzione disciplinare è costituito
dall'avvertimento scritto, consistente nel richiamo all'osservanza dei propri doveri.
(*) Comma modificato dalla L.437 del 27/10/1995
ART. 493 - D. L.VO 16 APRILE 1994, N. 297
CENSURA
dall’art. 92 all’art. 97 del C.C.N.L. del 29.11.2007.
SEZIONE II: Personale Amministrativo, tecnico e ausiliario ART. 92 - OBBLIGHI DEL DIPENDENTE 1. Il dipendente adegua il proprio comportamento all’obbligo costituzionale di servire esclusivamente la Repubblica con impegno e responsabilità e di rispettare i princìpi di buon andamento e imparzialità dell'attività amministrativa, anteponendo il rispetto della legge e l'interesse pubblico agli interessi privati propri ed altrui. 2. Il dipendente si comporta in modo tale da favorire l'instaurazione di rapporti di fiducia e collaborazione tra l'Amministrazione e i cittadini. 3. In tale contesto, tenuto conto dell'esigenza di garantire la migliore qualità del servizio, il dipendente deve in particolare: a) esercitare con diligenza, equilibrio e professionalità i compiti costituenti esplicazione del profilo professionale di titolarità; b) cooperare al buon andamento dell'istituto, osservando le norme del presente contratto, le disposizioni per l'esecuzione e la disciplina del lavoro impartite dall'Amministrazione scolastica, le norme in materia di sicurezza e di ambiente di lavoro; c) rispettare il segreto d'ufficio nei casi e nei modi previsti dalle norme vigenti; d) non utilizzare ai fini privati le informazioni di cui disponga per ragioni d'ufficio; e) nei rapporti con il cittadino, fornire tutte le informazioni cui abbia titolo, nel rispetto delle disposizioni in materia di trasparenza e di accesso alle attività amministrative previste dalla legge 7 agosto 1990 n. 241, dai regolamenti attuativi della stessa vigenti nell'Amministrazione, nonché agevolare le procedure ai sensi del D.lgs. n.443/2000 e del DPR n.445/2000 in tema di autocertificazione; f) favorire ogni forma di informazione e di collaborazione con le famiglie e con gli alunni; g) rispettare l'orario di lavoro, adempiere alle formalità previste per la rilevazione delle presenze e non assentarsi dal luogo di lavoro senza l'autorizzazione del dirigente scolastico; h) durante l'orario di lavoro, mantenere nei rapporti interpersonali e con gli utenti condotta uniformata non solo a princìpi generali di correttezza ma, altresì, all'esigenza di coerenza con le specifiche finalità educative dell'intera comunità scolastica, astenendosi da comportamenti lesivi della dignità degli altri dipendenti, degli utenti e degli alunni; i) non attendere ad occupazioni estranee al servizio e ad attività lavorative, ancorché non remunerate, in periodo di malattia od infortunio; l) eseguire gli ordini inerenti all'esplicazione delle proprie funzioni o mansioni che gli siano impartiti dai superiori. Se ritiene che l'ordine sia palesemente illegittimo, il dipendente deve farne rimostranza a chi l'ha impartito dichiarandone le ragioni; se l'ordine è rinnovato per iscritto ha il dovere di darvi esecuzione. Il dipendente, non deve, comunque, eseguire l'ordine quando l'atto sia vietato dalla legge penale o costituisca illecito amministrativo; m) tenere i registri e le altre forme di documentazione previste da specifiche disposizioni vigenti per ciascun profilo professionale; n) assicurare l'integrità degli alunni secondo le attribuzioni di ciascun profilo professionale; o) avere cura dei locali, mobili, oggetti, macchinari, attrezzi, strumenti ed automezzi a lui affidati; p) non valersi di quanto è di proprietà dell'Amministrazione per ragioni che non siano di servizio; q) non chiedere né accettare, a qualsiasi titolo, compensi, regali o altre utilità in connessione con la prestazione lavorativa; r) osservare scrupolosamente le disposizioni che regolano l'accesso ai locali dell'Amministrazione da parte del personale e non introdurre, salvo che non siano debitamente autorizzate, persone estranee all'Amministrazione stessa in locali non aperti al pubblico; s) comunicare all'Amministrazione la propria residenza e dimora, ove non coincidenti, ed ogni successivo mutamento delle stesse; t) in caso di malattia, dare tempestivo avviso all'ufficio di appartenenza, salvo comprovato
impedimento; u) astenersi dal partecipare all'adozione di decisioni o ad attività che possano coinvolgere direttamente o indirettamente propri interessi finanziari o non finanziari. ART. 93 - SANZIONI E PROCEDURE DISCIPLINARI 1. Le violazioni degli obblighi disciplinati dall'art. 92del presente contratto danno luogo, secondo la gravità dell'infrazione, previo procedimento disciplinare, all'applicazione delle seguenti sanzioni disciplinari:
a) rimprovero verbale; b) rimprovero scritto; c) multa di importo variabile fino ad un massimo di quattro ore di retribuzione; d) sospensione dal servizio con privazione della retribuzione fino a dieci giorni; e) licenziamento con preavviso; f) licenziamento senza preavviso.
2. L'Amministrazione, salvo il caso del rimprovero verbale, non può adottare alcun provvedimento disciplinare nei confronti del dipendente senza previa contestazione scritta dell'addebito - da effettuarsi entro 20 giorni da quando il soggetto competente per la contestazione, di cui al successivo art. 94, è venuto a conoscenza del fatto - e senza averlo sentito a sua difesa con l'eventuale assistenza di un procuratore ovvero di un rappresentante dell'associazione sindacale cui aderisce o conferisce mandato. 3. Il dipendente al quale sono stati contestati i fatti è convocato con lettera per la difesa non prima che siano trascorsi cinque giorni lavorativi dall’accadimento del fatto che vi ha dato causa. Trascorsi inutilmente 15 giorni dalla convocazione per la difesa del dipendente, la sanzione è applicata nei successivi 15 giorni. 4. Nel caso in cui la sanzione da comminare non sia di sua competenza, ai sensi del successivo art. 94, il dirigente scolastico, ai fini del comma 2, segnala entro 10 giorni, all'ufficio competente i fatti da contestare al dipendente per l'istruzione del procedimento, dandone contestuale comunicazione all'interessato. 5. Al dipendente o, su espressa delega al suo difensore, è consentito l'accesso a tutti gli atti istruttori riguardanti il procedimento a suo carico. 6. Il procedimento disciplinare deve concludersi entro 120 giorni dalla data di contestazione di addebito. Qualora non sia stato portato a termine entro tale data, il procedimento si estingue. 7. L'ufficio competente per i procedimenti disciplinari sulla base degli accertamenti effettuati e delle giustificazioni addotte dal dipendente, irroga la sanzione applicabile tra quelle indicate al comma 1. Quando il medesimo ufficio ritenga che non vi sia luogo a procedere disciplinarmente dispone la chiusura del procedimento, dandone comunicazione all'interessato. 8. I provvedimenti di cui al comma 1 non sollevano il lavoratore dalle eventuali responsabilità di altro genere nelle quali egli sia incorso. 9. I termini di cui al presente articolo devono intendersi come perentori. 10. Per quanto non previsto dalla presente disposizione si rinvia all'art. 55 del D.L.vo 165/2001 . 11. Per quanto riguarda conciliazione ed arbitrato, si rinvia al capo XII del presente CCNL.
ART. 94 - COMPETENZE 1. Il rimprovero verbale, il rimprovero scritto e la multa sono inflitti dal dirigente scolastico. 2. La sospensione dal lavoro e dalla retribuzione fino ad un massimo di 10 giorni, il licenziamento con preavviso e il licenziamento senza preavviso sono inflitti dal Direttore generale regionale. ART. 95 - CODICE DISCIPLINARE 1. Nel rispetto del principio di gradualità e proporzionalità delle sanzioni, in relazione alla gravità della mancanza ed in conformità di quanto previsto dall'art. 55 del D.L.vo n. 165/2001, il tipo e l'entità di ciascuna delle sanzioni sono determinati in relazione ai seguenti criteri generali: a) intenzionalità del comportamento, grado di negligenza, imprudenza, e imperizia dimostrate, tenuto conto anche della prevedibilità dell'evento; b) rilevanza degli obblighi violati; c) responsabilità connesse alla posizione di lavoro occupata dal dipendente; d) grado di danno o di pericolo causato all'Amministrazione, agli utenti o a terzi ovvero al disservizio determinatosi; e) sussistenza di circostanze aggravanti o attenuanti, con particolare riguardo al comportamento del lavoratore, ai precedenti disciplinari nell'ambito del biennio previsto dalla legge, al comportamento verso gli utenti; f) al concorso nel fatto di più lavoratori in accordo tra loro. 2. La recidiva in mancanze già sanzionate nel biennio di riferimento comporta una sanzione di maggiore gravità tra quelle previste nell'ambito della medesima fattispecie. 3. Al dipendente responsabile di più mancanze compiute con unica azione od omissione o con più azioni od omissioni tra loro collegate ed accertate con un unico procedimento, è applicabile la sanzione prevista per la mancanza più grave se le suddette infrazioni sono punite con sanzioni di diversa gravità. 4. La sanzione disciplinare dal minimo del rimprovero verbale o scritto al massimo della multa di importo pari a quattro ore di retribuzione si applica, graduando l'entità delle sanzioni in relazione ai criteri di cui al comma 1, per: a) inosservanza delle disposizioni di servizio, anche in tema di assenze per malattia, nonché dell'orario di lavoro; b) condotta non conforme a princìpi di correttezza verso i superiori o altri dipendenti o nei confronti dei genitori, degli alunni o del pubblico; c) negligenza nell'esecuzione dei compiti assegnati ovvero nella cura dei locali e dei beni mobili o strumenti affidati al dipendente o sui quali, in relazione alle sue responsabilità, debba espletare azione di vigilanza; d) inosservanza degli obblighi in materia di prevenzione degli infortuni e di sicurezza sul lavoro ove non ne sia derivato danno o disservizio; e) rifiuto di assoggettarsi a visite personali disposte a tutela del patrimonio dell'Amministrazione, nel rispetto di quanto previsto dall'art. 6 della legge n. 300 del 1970; f) insufficiente rendimento, rispetto a carichi di lavoro e, comunque, nell'assolvimento dei compiti assegnati; g) violazione di doveri di comportamento non ricompresi specificatamente nelle lettere precedenti, da cui sia derivato disservizio ovvero danno o pericolo all'Amministrazione, agli utenti o ai terzi. 5. L'importo delle ritenute per multa sarà introitato dal bilancio della scuola e destinato ad attività sociali a favore degli alunni.
6. La sanzione disciplinare della sospensione dal servizio con privazione della retribuzione fino a un massimo di 10 giorni si applica, graduando l'entità della sanzione in relazione ai criteri di cui al comma 1, per: a) recidiva nelle mancanze previste dal comma 4 che abbiano comportato l'applicazione del massimo della multa; b) particolare gravità delle mancanze previste nel comma 4; c) assenza ingiustificata dal servizio fino a 10 giorni o arbitrario abbandono dello stesso; in tali ipotesi, l'entità della sanzione è determinata in relazione alla durata dell'assenza o dell'abbandono del servizio, al disservizio determinatosi, alla gravità della violazione dei doveri del dipendente, agli eventuali danni causati all'Amministrazione, agli utenti o ai terzi; d) ingiustificato ritardo, fino a 10 giorni, a trasferirsi nella sede assegnata dai superiori; e) testimonianza falsa o reticente in procedimenti disciplinari o rifiuto della stessa; f) comportamenti minacciosi, gravemente ingiuriosi, calunniosi o diffamatori nei confronti dei superiori, di altri dipendenti, dei genitori, degli alunni o dei terzi; g) alterchi con ricorso a vie di fatto negli ambienti di lavoro, anche con genitori, alunni o terzi; h) manifestazioni ingiuriose nei confronti dell'Amministrazione, esulanti dal rispetto della libertà di pensiero, ai sensi dell'art. 1 della legge 300 del 1970; i) atti, comportamenti o molestie, anche di carattere sessuale, che siano lesivi della dignità della persona; l) violazione di doveri di comportamento non ricompresi specificatamente nelle lettere precedenti da cui sia, comunque, derivato grave danno all'Amministrazione, ai genitori, agli alunni o a terzi. 7. La sanzione disciplinare del licenziamento con preavviso di applica per: a) recidiva plurima, almeno tre volte nell'anno, nelle mancanze previste nel comma 6, anche se di diversa natura, o recidiva, nel biennio, in una mancanza tra quelle previste nel medesimo comma, che abbia comportato l'applicazione della sanzione di dieci giorni di sospensione dal servizio e dalla retribuzione; b) occultamento, da parte del responsabile della custodia, del controllo o della vigilanza, di fatti e circostanze relativi ad illecito uso, manomissione, distrazione o sottrazione di somme o beni di pertinenza dell'Amministrazione o ad essa affidati; c) rifiuto espresso del trasferimento disposto per motivate esigenze di servizio; d) assenza ingiustificata ed arbitraria dal servizio per un periodo superiore a dieci giorni consecutivi lavorativi; e) persistente insufficiente rendimento o fatti che dimostrino grave incapacità ad adempiere adeguatamente agli obblighi di servizio; f) condanna passata in giudicato per un delitto che, commesso fuori del servizio e non attinente in via diretta al rapporto di lavoro, non ne consenta la prosecuzione per la sua specifica gravità; g) violazione dei doveri di comportamento non ricompresi specificatamente nelle lettere precedenti di gravità tale, secondo i criteri di cui al comma 1, da non consentire la prosecuzione del rapporto di lavoro. 8. La sanzione disciplinare del licenziamento senza preavviso si applica per: a) terza recidiva nel biennio di: minacce, ingiurie gravi, calunnie o diffamazioni verso il pubblico o altri dipendenti; alterchi con vie di fatto negli ambienti di lavoro, anche con utenti; b) accertamento che l'impiego fu conseguito mediante la produzione di documenti falsi e, comunque, con mezzi fraudolenti; c)condanne passate in giudicato:
di cui art. 58 del D.lgs. 18 agosto 2000, n.267 ,nonchè per i reati di cui agli art. 316 e 316 bis del codice penale; quando alla condanna consegua comunque l’interdizione perpetua dai pubblici uffici; per i delitti indicati dall’art. 3, comma 1, della legge n. 97 del 2001.
d) condanna passata in giudicato per un delitto commesso in servizio o fuori servizio che, pur non attenendo in via diretta al rapporto di lavoro, non ne consenta neanche provvisoriamente la prosecuzione per la sua specifica gravità;
e) commissione in genere di fatti o atti dolosi, anche non consistenti in illeciti di rilevanza penale per i quali vi sia obbligo di denuncia, anche nei confronti di terzi, di gravità tale da non consentire la prosecuzione neppure provvisoria del rapporto di lavoro. 9. Al codice disciplinare di cui al presente articolo deve essere data la massima pubblicità mediante affissione in luogo accessibile a tutti i dipendenti. Tale forma di pubblicità è tassativa e non può essere sostituita con altre. ART. 96 - RAPPORTO TRA PROCEDIMENTO DISCIPLINARE E PROCEDIMENTO PENALE
1. Nel caso di commissione in servizio di gravi fatti illeciti, commessi in servizio, di rilevanza penale l'amministrazione inizia il procedimento disciplinare ed inoltra la denuncia penale. Il procedimento disciplinare rimane tuttavia sospeso fino alla sentenza definitiva. Analoga sospensione è disposta anche nel caso in cui l'obbligo della denuncia penale emerga nel corso del procedimento disciplinare già avviato. 2. Al di fuori dei casi previsti nel comma precedente, quando l'amministrazione venga a conoscenza dell'esistenza di un procedimento penale a carico del dipendente per i medesimi fatti oggetto di procedimento disciplinare, questo è sospeso fino alla sentenza definitiva. 3. Fatte salve le ipotesi di cui all'art. 5, commi 2 e 4, della legge 97 del 2001, negli altri casi il procedimento disciplinare sospeso ai sensi del presente articolo è riattivato entro 180 giorni da quando l'amministrazione ha avuto notizia della sentenza definitiva e si conclude entro 120 giorni dalla sua riattivazione. 4.Per i casi previsti all'art. 5, comma 4, della legge 97 del 2001, il procedimento disciplinare precedentemente sospeso è riattivato entro 90 giorni da quando l'amministrazione ha avuto notizia della sentenza definitiva e deve concludersi entro i successivi 120 giorni dalla sua riattivazione. 5. L'applicazione della sanzione prevista dall’art. 95, come conseguenza delle condanne penali citate nei commi 7, lett. f) e 8, lett. c) e d), non ha carattere automatico, essendo correlata all'esperimento del procedimento disciplinare, salvo quanto previsto dall'art. 5, comma 2 della legge n. 97 del 2001. 6. In caso di assoluzione si applica quanto previsto dall'art. 653 c.p.p.- Ove nel procedimento disciplinare sospeso al dipendente, oltre ai fatti oggetto del giudizio penale per i quali vi sia stata assoluzione, siano state contestate altre violazioni, il procedimento medesimo riprende per dette infrazioni. 7. In caso di proscioglimento si procede analogamente al comma 6. 8.In caso di sentenza irrevocabile di condanna trova applicazione l'art. 1 della legge 97 del 2001. 9. Il dipendente licenziato ai sensi dell'art. 95, comma 8, lettera f) e comma 9, lettere c) e d), e successivamente assolto a seguito di revisione del processo, ha diritto, dalla data della sentenza di assoluzione, alla riammissione in servizio nella medesima sede o in altra su sua richiesta, anche in soprannumero, nella medesima qualifica e con decorrenza dell'anzianità posseduta all'atto del licenziamento. 10.Il dipendente riammesso ai sensi del comma 9, è reinquadrato, nell'area e nella posizione economica in cui è confluita la qualifica posseduta al momento del licenziamento qualora sia intervenuta una nuova classificazione del personale. In caso di premorienza, il coniuge o il convivente superstite e i figli hanno diritto a tutti gli assegni che sarebbero stati attribuiti al dipendente nel periodo di sospensione o di licenziamento, escluse le indennità comunque
legate alla presenza in servizio ovvero alla prestazione di lavoro straordinario. ART. 97 - SOSPENSIONE CAUTELARE IN CASO DI PROCEDIMENTO PENALE 1. Il dipendente che sia colpito da misura restrittiva della libertà personale è sospeso d'ufficio dal servizio con privazione della retribuzione per la durata dello stato di detenzione o comunque dello stato restrittivo della libertà. 2. L'amministrazione, ai sensi del presente articolo, cessato lo stato di restrizione della libertà personale, può prolungare il periodo di sospensione del dipendente, fino alla sentenza definitiva alle medesime condizioni del comma 3. 3. Il dipendente, può essere sospeso dal servizio con privazione della retribuzione anche nel caso in cui sia sottoposto a procedimento penale che non comporti la restrizione della libertà personale quando sia stato rinviato a giudizio per fatti direttamente attinenti al rapporto di lavoro o comunque per fatti tali da comportare, se accertati, l'applicazione della sanzione disciplinare del licenziamento ai sensi dell'art. 95, commi 8 e 9. 4. Resta fermo l'obbligo di sospensione cautelare dal servizio per i reati indicati dall'art. 58 del D.lgs. n.267/2000. 5. Nel caso dei reati previsti all'art. 3, comma 1, della legge n. 97 del 2001, in alternativa alla sospensione di cui al presente articolo, possono essere applicate le misure previste dallo stesso art. 3. Per i medesimi reati, qualora intervenga condanna anche non definitiva, ancorché sia concessa la sospensione condizionale della pena, si applica l'art. 4, comma 1, della citata legge 97 del 2001. 6. Nei casi indicati ai commi precedenti si applica quanto previsto dall'art. 96 in tema di rapporti tra procedimento disciplinare e procedimento penale. 7. Al dipendente sospeso ai sensi deicommi da 1 a 5 sono corrisposti un'indennità pari al 50% della retribuzione fondamentale di cui all'art. 77 del presente CCNL, comma 1, nonchè gli assegni del nucleo familiare, ove spettanti. 8. Nel caso di sentenza definitiva di assoluzione o proscioglimento, ai sensi dell’art. 92, commi 6 e 7, quanto corrisposto nel periodo di sospensione cautelare a titolo di indennità sarà conguagliato con quanto dovuto al lavoratore se fosse rimasto in servizio, escluse le indennità o compensi per servizi speciali o per prestazioni di carattere straordinario. Ove il giudizio disciplinare riprenda, per altre infrazioni, ai sensi del medesimo art. 92, comma 6, secondo periodo, il conguaglio dovrà tener conto delle sanzioni eventualmente applicate. 9. In tutti gli altri casi di riattivazione del procedimento disciplinare a seguito di condanna penale, ove questo si concluda con una sanzione diversa dal licenziamento, al dipendente precedentemente sospeso sarà conguagliato quanto dovuto se fosse stato in servizio,escluse le indennità o compensi per servizi e funzioni speciali o per prestazioni di carattere straordinario, nonchè i periodi di sospensione del comma 1 e quelli eventualmente inflitti a seguito del giudizio disciplinare riattivato. 10. Quando vi sia stata sospensione cautelare del servizio a causa di procedimento penale, la stessa conserva efficacia, se non revocata, per un periodo di tempo comunque non superiore a cinque anni. Decorso tale termine la sospensione cautelare è revocata di diritto e il dipendente riammesso in servizio. Il procedimento disciplinare rimane, comunque, sospeso sino all'esito del procedimento penale. 11. I procedimenti disciplinari in corso alla data di stipulazione del presente contratto vanno
portati a termine secondo le procedure vigenti alla data del loro inizio.

CODICE DI COMPORTAMENTO DEI DIPENDENTI PUBBLICI (DPR 62/2013)
Art.1 - Disposizioni di carattere generale
1. Il presente codice di comportamento, di seguito denominato "Codice", definisce, ai fini dell'articolo 54 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, i doveri minimi di diligenza, lealtà, imparzialità e buona condotta che i pubblici dipendenti sono tenuti ad osservare.
2. Le previsioni del presente Codice sono integrate e specificate dai codici di comportamento adottati dalle singole amministrazioni ai sensi dell'articolo 54, comma 5, del citato decreto legislativo n. 165 del 2001.
Art.2 - Ambito di applicazione
1. Il presente codice si applica ai dipendenti delle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, il cui rapporto di lavoro é disciplinato in base all'articolo 2, commi 2 e 3, del medesimo decreto.
2. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 54, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, le norme contenute nel presente codice costituiscono principi di comportamento per le restanti categorie di personale di cui all'articolo 3 del citato decreto n. 165 del 2001, in quanto compatibili con le disposizioni dei rispettivi ordinamenti.
3. Le pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001 estendono, per quanto compatibili, gli obblighi di condotta previsti dal presente codice a tutti i collaboratori o consulenti, con qualsiasi tipologia di contratto o incarico e a qualsiasi titolo, ai titolari di organi e di incarichi negli uffici di diretta collaborazione delle autorità politiche, nonché nei confronti dei collaboratori a qualsiasi titolo di imprese fornitrici di beni o servizi e che realizzano opere in favore dell'amministrazione. A tale fine, negli atti di incarico o nei contratti di acquisizioni delle collaborazioni, delle consulenze o dei servizi, le amministrazioni inseriscono apposite disposizioni o clausole di risoluzione o decadenza del rapporto in caso di violazione degli obblighi derivanti dal presente codice.
4. Le disposizioni del presente codice si applicano alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano nel rispetto delle attribuzioni derivanti dagli statuti speciali e delle relative norme di attuazione, in materia di organizzazione e contrattazione collettiva del proprio personale, di quello dei loro enti funzionali e di quello degli enti locali del rispettivo territorio.
Art.3 - Principi generali
1. Il dipendente osserva la Costituzione, servendo la Nazione con disciplina ed onore e conformando la propria condotta ai principi di buon andamento e imparzialità dell'azione amministrativa. Il dipendente svolge i propri compiti nel rispetto della legge, perseguendo l'interesse pubblico senza abusare della posizione o dei poteri di cui é titolare.
2. Il dipendente rispetta altresì i principi di integrità, correttezza, buona fede, proporzionalità, obiettività, trasparenza, equità e ragionevolezza e agisce in posizione di indipendenza e imparzialità, astenendosi in caso di conflitto di interessi.
3. Il dipendente non usa a fini privati le informazioni di cui dispone per ragioni di ufficio, evita situazioni e comportamenti che possano ostacolare il corretto adempimento dei compiti o nuocere agli interessi o all'immagine della pubblica amministrazione. Prerogative e poteri pubblici sono esercitati unicamente per le finalità di interesse generale per le quali sono stati conferiti.
4. Il dipendente esercita i propri compiti orientando l'azione amministrativa alla massima economicità, efficienza ed efficacia. La gestione di risorse pubbliche ai fini dello svolgimento delle attività amministrative deve seguire una logica di contenimento dei costi, che non pregiudichi la qualità dei risultati.
5. Nei rapporti con i destinatari dell'azione amministrativa, il dipendente assicura la piena parità di trattamento a parità di condizioni, astenendosi, altresì, da azioni arbitrarie che abbiano effetti negativi sui destinatari dell'azione amministrativa o che comportino discriminazioni basate su sesso, nazionalità, origine etnica, caratteristiche genetiche, lingua, religione o credo, convinzioni personali o politiche, appartenenza a una minoranza nazionale, disabilità, condizioni sociali o di salute, età e orientamento sessuale o su altri diversi fattori.
6. Il dipendente dimostra la massima disponibilità e collaborazione nei rapporti con le altre pubbliche amministrazioni, assicurando lo scambio e la trasmissione delle informazioni e dei dati in qualsiasi forma anche telematica, nel rispetto della normativa vigente.
Art.4 - Regali, compensi e altre utilità
1. Il dipendente non chiede, né sollecita, per sé o per altri, regali o altre utilità.
2. Il dipendente non accetta, per sé o per altri, regali o altre utilità, salvo quelli d'uso di modico valore effettuati occasionalmente nell'ambito delle normali relazioni di cortesia e nell'ambito delle consuetudini internazionali. In ogni caso, indipendentemente dalla circostanza che il fatto costituisca reato, il dipendente non chiede, per sé o per altri, regali o altre utilità, neanche di modico valore a titolo di corrispettivo per compiere o per aver compiuto un atto del proprio ufficio da soggetti che possano trarre benefici da decisioni o attività inerenti all'ufficio, né da soggetti nei cui confronti é o sta per essere chiamato a svolgere o a esercitare attività o potestà proprie dell'ufficio ricoperto.
3. Il dipendente non accetta, per sé o per altri, da un proprio subordinato, direttamente o indirettamente, regali o altre utilità, salvo quelli d'uso di modico valore. Il dipendente non offre, direttamente o indirettamente, regali o altre utilità a un proprio sovraordinato, salvo quelli d'uso di modico valore.
4. I regali e le altre utilità comunque ricevuti fuori dai casi consentiti dal presente articolo, a cura dello stesso dipendente cui siano pervenuti, sono immediatamente messi a disposizione dell'Amministrazione per la restituzione o per essere devoluti a fini istituzionali.
5. Ai fini del presente articolo, per regali o altre utilità di modico valore si intendono quelle di valore non superiore, in via orientativa, a 150 euro, anche sotto forma di sconto. I codici di comportamento adottati dalle singole amministrazioni possono prevedere limiti inferiori, anche fino all'esclusione della possibilità di riceverli, in relazione alle caratteristiche dell'ente e alla tipologia delle mansioni.
6. Il dipendente non accetta incarichi di collaborazione da soggetti privati che abbiano, o abbiano avuto nel biennio precedente, un interesse economico significativo in decisioni o attività inerenti all'ufficio di appartenenza.
7. Al fine di preservare il prestigio e l'imparzialità dell'amministrazione, il responsabile dell'ufficio vigila sulla corretta applicazione del presente articolo.
Art.5 - Partecipazione ad associazioni e organizzazioni
1. Nel rispetto della disciplina vigente del diritto di associazione, il dipendente comunica tempestivamente al responsabile dell'ufficio di appartenenza la propria adesione o appartenenza ad associazioni od organizzazioni, a prescindere dal loro carattere riservato o meno, i cui ambiti di interessi possano interferire con lo svolgimento dell'attività dell'ufficio. Il presente comma non si applica all'adesione a partiti politici o a sindacati.
2. Il pubblico dipendente non costringe altri dipendenti ad aderire ad associazioni od organizzazioni, né esercita pressioni a tale fine, promettendo vantaggi o prospettando svantaggi di carriera.
Art.6 - Comunicazione degli interessi finanziari e conflitti d'interesse
1. Fermi restando gli obblighi di trasparenza previsti da leggi o regolamenti, il dipendente, all'atto dell'assegnazione all'ufficio, informa per iscritto il dirigente dell'ufficio di tutti i rapporti, diretti o indiretti, di collaborazione con soggetti privati in qualunque modo retribuiti che lo stesso abbia o abbia avuto negli ultimi tre anni, precisando:
a) se in prima persona, o suoi parenti o affini entro il secondo grado, il coniuge o il convivente abbiano ancora rapporti finanziari con il soggetto con cui ha avuto i predetti rapporti di collaborazione;
b) se tali rapporti siano intercorsi o intercorrano con soggetti che abbiano interessi in attività o decisioni inerenti all'ufficio, limitatamente alle pratiche a lui affidate.
2. Il dipendente si astiene dal prendere decisioni o svolgere attività inerenti alle sue mansioni in situazioni di conflitto, anche potenziale, di interessi con interessi personali, del coniuge, di conviventi, di parenti, di affini entro il secondo grado. Il conflitto può riguardare interessi di qualsiasi natura, anche non patrimoniali, come quelli derivanti dall'intento di voler assecondare pressioni politiche, sindacali o dei superiori gerarchici.
Art.7 - Obbligo di astensione
1. Il dipendente si astiene dal partecipare all'adozione di decisioni o ad attività che possano coinvolgere interessi propri, ovvero di suoi parenti, affini entro il secondo grado, del coniuge o di conviventi, oppure di persone con le quali abbia rapporti di frequentazione abituale, ovvero, di soggetti od organizzazioni con cui egli o il coniuge abbia causa pendente o grave inimicizia o rapporti di credito o debito significativi, ovvero di soggetti od organizzazioni di cui sia tutore, curatore, procuratore o agente, ovvero di enti, associazioni anche non riconosciute, comitati, società o stabilimenti di cui sia amministratore o gerente o dirigente. Il dipendente si astiene in ogni altro caso in cui esistano gravi ragioni di convenienza. Sull'astensione decide il responsabile dell'ufficio di appartenenza.
Art.8 - Prevenzione della corruzione
1. Il dipendente rispetta le misure necessarie alla prevenzione degli illeciti nell'amministrazione. In particolare, il dipendente rispetta le prescrizioni contenute nel piano per la prevenzione della corruzione, presta la sua collaborazione al responsabile della prevenzione della corruzione e, fermo restando l'obbligo di denuncia all'autorità giudiziaria, segnala al proprio superiore gerarchico eventuali situazioni di illecito nell'amministrazione di cui sia venuto a conoscenza.
Art.9 - Trasparenza e tracciabilità
1. Il dipendente assicura l'adempimento degli obblighi di trasparenza previsti in capo alle pubbliche amministrazioni secondo le disposizioni normative vigenti, prestando la massima collaborazione nell'elaborazione, reperimento e trasmissione dei dati sottoposti all'obbligo di pubblicazione sul sito istituzionale.
2. La tracciabilità dei processi decisionali adottati dai dipendenti deve essere, in tutti i casi, garantita attraverso un adeguato supporto documentale, che consenta in ogni momento la replicabilità.
Art.10 - Comportamento nei rapporti privati
1. Nei rapporti privati, comprese le relazioni extralavorative con pubblici ufficiali nell'esercizio delle loro funzioni, il dipendente non sfrutta, né menziona la posizione che ricopre nell'amministrazione per ottenere utilità che non gli spettino e non assume nessun altro comportamento che possa nuocere all'immagine dell'amministrazione.
Art.11 - Comportamento in servizio
1. Fermo restando il rispetto dei termini del procedimento amministrativo, il dipendente, salvo giustificato motivo, non ritarda né adotta comportamenti tali da far ricadere su altri dipendenti il compimento di attività o l'adozione di decisioni di propria spettanza.
2. Il dipendente utilizza i permessi di astensione dal lavoro, comunque denominati, nel rispetto delle condizioni previste dalla legge, dai regolamenti e dai contratti collettivi.
3. Il dipendente utilizza il materiale o le attrezzature di cui dispone per ragioni di ufficio e i servizi telematici e telefonici dell'ufficio nel rispetto dei vincoli posti dall'amministrazione. Il dipendente utilizza i mezzi di trasporto dell'amministrazione a sua disposizione soltanto per lo svolgimento dei compiti d'ufficio, astenendosi dal trasportare terzi, se non per motivi d'ufficio.
Art.12 - Rapporti con il pubblico
1. Il dipendente in rapporto con il pubblico si fa riconoscere attraverso l'esposizione in modo visibile del badge od altro supporto identificativo messo a disposizione dall'amministrazione, salvo diverse disposizioni di servizio, anche in considerazione della sicurezza dei dipendenti, opera con spirito di servizio, correttezza, cortesia e disponibilità e, nel rispondere alla corrispondenza, a chiamate telefoniche e ai messaggi di posta elettronica, opera nella maniera piu' completa e accurata possibile. Qualora non sia competente per posizione rivestita o per materia, indirizza l'interessato al funzionario o ufficio competente della medesima amministrazione. Il dipendente, fatte salve le norme sul segreto d'ufficio, fornisce le spiegazioni che gli siano richieste in ordine al comportamento proprio e di altri dipendenti dell'ufficio dei quali ha la responsabilità od il coordinamento. Nelle operazioni da svolgersi e nella trattazione delle pratiche il dipendente rispetta, salvo diverse esigenze di servizio o diverso ordine di priorità stabilito dall'amministrazione, l'ordine cronologico e non rifiuta prestazioni a cui sia tenuto con motivazioni generiche. Il dipendente rispetta gli appuntamenti con i cittadini e risponde senza ritardo ai loro reclami.
2. Salvo il diritto di esprimere valutazioni e diffondere informazioni a tutela dei diritti sindacali, il dipendente si astiene da dichiarazioni pubbliche offensive nei confronti dell'amministrazione.
3. Il dipendente che svolge la sua attività lavorativa in un'amministrazione che fornisce servizi al pubblico cura il rispetto degli standard di qualità e di quantità fissati dall'amministrazione anche nelle apposite carte dei servizi. Il dipendente opera al fine di assicurare la continuità del servizio, di consentire agli utenti la scelta tra i diversi erogatori e di fornire loro informazioni sulle modalità di prestazione del servizio e sui livelli di qualità.
4. Il dipendente non assume impegni né anticipa l'esito di decisioni o azioni proprie o altrui inerenti all'ufficio, al di fuori dei casi consentiti. Fornisce informazioni e notizie relative ad atti od operazioni amministrative, in corso o conclusi, nelle ipotesi previste dalle disposizioni di legge e regolamentari in materia di accesso, informando sempre gli interessati della possibilità di avvalersi anche dell'Ufficio per le relazioni con il pubblico. Rilascia copie ed estratti di atti o documenti secondo la sua competenza, con le modalità stabilite dalle norme in materia di accesso e dai regolamenti della propria amministrazione.
5. Il dipendente osserva il segreto d'ufficio e la normativa in materia di tutela e trattamento dei dati personali e, qualora sia richiesto oralmente di fornire informazioni, atti, documenti non accessibili tutelati
dal segreto d'ufficio o dalle disposizioni in materia di dati personali, informa il richiedente dei motivi che ostano all'accoglimento della richiesta. Qualora non sia competente a provvedere in merito alla richiesta cura, sulla base delle disposizioni interne, che la stessa venga inoltrata all'ufficio competente della medesima amministrazione.
Art.13 - Disposizioni particolari per i dirigenti
1. Ferma restando l'applicazione delle altre disposizioni del Codice, le norme del presente articolo si applicano ai dirigenti, ivi compresi i titolari di incarico ai sensi dell'articolo 19, comma 6, del decreto legislativo n. 165 del 2001 e dell'articolo 110 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, ai soggetti che svolgono funzioni equiparate ai dirigenti operanti negli uffici di diretta collaborazione delle autorità politiche, nonché ai funzionari responsabili di posizione organizzativa negli enti privi di dirigenza.
2. Il dirigente svolge con diligenza le funzioni ad esso spettanti in base all'atto di conferimento dell'incarico, persegue gli obiettivi assegnati e adotta un comportamento organizzativo adeguato per l'assolvimento dell'incarico.
3. Il dirigente, prima di assumere le sue funzioni, comunica all'amministrazione le partecipazioni azionarie e gli altri interessi finanziari che possano porlo in conflitto di interessi con la funzione pubblica che svolge e dichiara se ha parenti e affini entro il secondo grado, coniuge o convivente che esercitano attività politiche, professionali o economiche che li pongano in contatti frequenti con l'ufficio che dovrà dirigere o che siano coinvolti nelle decisioni o nelle attività inerenti all'ufficio. Il dirigente fornisce le informazioni sulla propria situazione patrimoniale e le dichiarazioni annuali dei redditi soggetti all'imposta sui redditi delle persone fisiche previste dalla legge.
4. Il dirigente assume atteggiamenti leali e trasparenti e adotta un comportamento esemplare e imparziale nei rapporti con i colleghi, i collaboratori e i destinatari dell'azione amministrativa. Il dirigente cura, altresì, che le risorse assegnate al suo ufficio siano utilizzate per finalità esclusivamente istituzionali e, in nessun caso, per esigenze personali.
5. Il dirigente cura, compatibilmente con le risorse disponibili, il benessere organizzativo nella struttura a cui é preposto, favorendo l'instaurarsi di rapporti cordiali e rispettosi tra i collaboratori, assume iniziative finalizzate alla circolazione delle informazioni, alla formazione e all'aggiornamento del personale, all'inclusione e alla valorizzazione delle differenze di genere, di età e di condizioni personali.
6. Il dirigente assegna l'istruttoria delle pratiche sulla base di un'equa ripartizione del carico di lavoro, tenendo conto delle capacità, delle attitudini e della professionalità del personale a sua disposizione. Il dirigente affida gli incarichi aggiuntivi in base alla professionalità e, per quanto possibile, secondo criteri di rotazione.
7. Il dirigente svolge la valutazione del personale assegnato alla struttura cui é preposto con imparzialità e rispettando le indicazioni ed i tempi prescritti.
8. Il dirigente intraprende con tempestività le iniziative necessarie ove venga a conoscenza di un illecito, attiva e conclude, se competente, il procedimento disciplinare, ovvero segnala tempestivamente l'illecito all'autorità disciplinare, prestando ove richiesta la propria collaborazione e provvede ad inoltrare tempestiva denuncia all'autorità giudiziaria penale o segnalazione alla corte dei conti per le rispettive competenze. Nel caso in cui riceva segnalazione di un illecito da parte di un dipendente, adotta ogni cautela di legge affinché sia tutelato il segnalante e non sia indebitamente rilevata la sua identità nel procedimento disciplinare, ai sensi dell'articolo 54-bis del decreto legislativo n. 165 del 2001.
9. Il dirigente, nei limiti delle sue possibilità, evita che notizie non rispondenti al vero quanto all'organizzazione, all'attività e ai dipendenti pubblici possano diffondersi. Favorisce la diffusione della conoscenza di buone prassi e buoni esempi al fine di rafforzare il senso di fiducia nei confronti dell'amministrazione.
Art.14 - Contratti ed altri atti negoziali
1. Nella conclusione di accordi e negozi e nella stipulazione di contratti per conto dell'amministrazione, nonché nella fase di esecuzione degli stessi, il dipendente non ricorre a mediazione di terzi, né corrisponde o promette ad alcuno utilità a titolo di intermediazione, né per facilitare o aver facilitato la conclusione o l'esecuzione del contratto. Il presente comma non si applica ai casi in cui l'amministrazione abbia deciso di ricorrere all'attività di intermediazione professionale.
2. Il dipendente non conclude, per conto dell'amministrazione, contratti di appalto, fornitura, servizio, finanziamento o assicurazione con imprese con le quali abbia stipulato contratti a titolo privato o ricevuto altre utilità nel biennio precedente, ad eccezione di quelli conclusi ai sensi dell'articolo 1342 del codice civile. Nel caso in cui l'amministrazione concluda contratti di appalto, fornitura, servizio, finanziamento o assicurazione, con imprese con le quali il dipendente abbia concluso contratti a titolo privato o ricevuto altre utilità nel biennio precedente, questi si astiene dal partecipare all'adozione delle decisioni ed alle attività relative all'esecuzione del contratto, redigendo verbale scritto di tale astensione da conservare agli atti dell'ufficio.
3. Il dipendente che conclude accordi o negozi ovvero stipula contratti a titolo privato, ad eccezione di quelli conclusi ai sensi dell'articolo 1342 del codice civile, con persone fisiche o giuridiche private con le
quali abbia concluso, nel biennio precedente, contratti di appalto, fornitura, servizio, finanziamento ed assicurazione, per conto dell'amministrazione, ne informa per iscritto il dirigente dell'ufficio.
4. Se nelle situazioni di cui ai commi 2 e 3 si trova il dirigente, questi informa per iscritto il dirigente apicale responsabile della gestione del personale.
5. Il dipendente che riceva, da persone fisiche o giuridiche partecipanti a procedure negoziali nelle quali sia parte l'amministrazione, rimostranze orali o scritte sull'operato dell'ufficio o su quello dei propri collaboratori, ne informa immediatamente, di regola per iscritto, il proprio superiore gerarchico o funzionale.
Art.15 - Vigilanza, monitoraggio e attività formative
1. Ai sensi dell'articolo 54, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, vigilano sull'applicazione del presente Codice e dei codici di comportamento adottati dalle singole amministrazioni, i dirigenti responsabili di ciascuna struttura, le strutture di controllo interno e gli uffici etici e di disciplina.
2. Ai fini dell'attività di vigilanza e monitoraggio prevista dal presente articolo, le amministrazioni si avvalgono dell'ufficio procedimenti disciplinari istituito ai sensi dell'articolo 55-bis, comma 4, del decreto legislativo n. 165 del 2001 che svolge, altresì, le funzioni dei comitati o uffici etici eventualmente già istituiti.
3. Le attività svolte ai sensi del presente articolo dall'ufficio procedimenti disciplinari si conformano alle eventuali previsioni contenute nei piani di prevenzione della corruzione adottati dalle amministrazioni ai sensi dell'articolo 1, comma 2, della legge 6 novembre 2012, n. 190. L'ufficio procedimenti disciplinari, oltre alle funzioni disciplinari di cui all'articolo 55-bis e seguenti del decreto legislativo n. 165 del 2001, cura l'aggiornamento del codice di comportamento dell'amministrazione, l'esame delle segnalazioni di violazione dei codici di comportamento, la raccolta delle condotte illecite accertate e sanzionate, assicurando le garanzie di cui all'articolo 54-bis del decreto legislativo n. 165 del 2001. Il responsabile della prevenzione della corruzione cura la diffusione della conoscenza dei codici di comportamento nell'amministrazione, il monitoraggio annuale sulla loro attuazione, ai sensi dell'articolo 54, comma 7, del decreto legislativo n. 165 del 2001, la pubblicazione sul sito istituzionale e della comunicazione all'Autorità nazionale anticorruzione, di cui all'articolo 1, comma 2, della legge 6 novembre 2012, n. 190, dei risultati del monitoraggio. Ai fini dello svolgimento delle attività previste dal presente articolo, l'ufficio procedimenti disciplinari opera in raccordo con il responsabile della prevenzione di cui all'articolo 1, comma 7, della legge n. 190 del 2012.
4. Ai fini dell'attivazione del procedimento disciplinare per violazione dei codici di comportamento, l'ufficio procedimenti disciplinari può chiedere all'Autorità nazionale anticorruzione parere facoltativo secondo quanto stabilito dall'articolo 1, comma 2, lettera d), della legge n. 190 del 2012.
5. Al personale delle pubbliche amministrazioni sono rivolte attività formative in materia di trasparenza e integrità, che consentano ai dipendenti di conseguire una piena conoscenza dei contenuti del codice di comportamento, nonché un aggiornamento annuale e sistematico sulle misure e sulle disposizioni applicabili in tali ambiti.
6. Le Regioni e gli enti locali, definiscono, nell'ambito della propria autonomia organizzativa, le linee guida necessarie per l'attuazione dei principi di cui al presente articolo.
7. Dall'attuazione delle disposizioni del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le amministrazioni provvedono agli adempimenti previsti nell'ambito delle risorse umane, finanziarie, e strumentali disponibili a legislazione vigente.
Art.16 - Responsabilità conseguente alla violazione dei doveri del codice
1. La violazione degli obblighi previsti dal presente Codice integra comportamenti contrari ai doveri d'ufficio. Ferme restando le ipotesi in cui la violazione delle disposizioni contenute nel presente Codice, nonché dei doveri e degli obblighi previsti dal piano di prevenzione della corruzione, dà luogo anche a responsabilità penale, civile, amministrativa o contabile del pubblico dipendente, essa é fonte di responsabilità disciplinare accertata all'esito del procedimento disciplinare, nel rispetto dei principi di gradualità e proporzionalità delle sanzioni.
2. Ai fini della determinazione del tipo e dell'entità della sanzione disciplinare concretamente applicabile, la violazione é valutata in ogni singolo caso con riguardo alla gravità del comportamento ed all'entità del pregiudizio, anche morale, derivatone al decoro o al prestigio dell'amministrazione di appartenenza. Le sanzioni applicabili sono quelle previste dalla legge, dai regolamenti e dai contratti collettivi, incluse quelle espulsive che possono essere applicate esclusivamente nei casi, da valutare in relazione alla gravità, di violazione delle disposizioni di cui agli articoli 4, qualora concorrano la non modicità del valore del regalo o delle altre utilità e l'immediata correlazione di questi ultimi con il compimento di un atto o di un'attività tipici dell'ufficio, 5, comma 2, 14, comma 2, primo periodo, valutata ai sensi del primo periodo. La disposizione di cui al secondo periodo si applica altresì nei casi di recidiva negli illeciti di cui agli articoli 4, comma 6, 6, comma 2, esclusi i conflitti meramente potenziali, e 13, comma 9, primo periodo. I contratti collettivi possono prevedere ulteriori criteri di individuazione delle sanzioni applicabili in relazione alle tipologie di violazione del presente codice.
3. Resta ferma la comminazione del licenziamento senza preavviso per i casi già previsti dalla legge, dai regolamenti e dai contratti collettivi.
4. Restano fermi gli ulteriori obblighi e le conseguenti ipotesi di responsabilità disciplinare dei pubblici dipendenti previsti da norme di legge, di regolamento o dai contratti collettivi.
Art.17 -Disposizioni finali e abrogazioni
1. Le amministrazioni danno la piu' ampia diffusione al presente decreto, pubblicandolo sul proprio sito internet istituzionale e nella rete intranet, nonché trasmettendolo tramite e-mail a tutti i propri dipendenti e ai titolari di contratti di consulenza o collaborazione a qualsiasi titolo, anche professionale, ai titolari di organi e di incarichi negli uffici di diretta collaborazione dei vertici politici dell'amministrazione, nonché ai collaboratori a qualsiasi titolo, anche professionale, di imprese fornitrici di servizi in favore dell'amministrazione. L'amministrazione, contestualmente alla sottoscrizione del contratto di lavoro o, in mancanza, all'atto di conferimento dell'incarico, consegna e fa sottoscrivere ai nuovi assunti, con rapporti comunque denominati, copia del codice di comportamento.
2. Le amministrazioni danno la piu' ampia diffusione ai codici di comportamento da ciascuna definiti ai sensi dell'articolo 54, comma 5, del citato decreto legislativo n. 165 del 2001 secondo le medesime modalità previste dal comma 1 del presente articolo.
3. Il decreto del Ministro per la funzione pubblica in data 28 novembre 2000 recante "Codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni", pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 84 del 10 aprile 2001, é abrogato.
Statuto degli studenti e delle studentesse
Determina B.O. 1 DEL 10.01.17
Determina B.O. 2 del 13.01.2017
Determina B.O. 5 del 19.01.2017
Determina B.O. 6 del 24.01.2017
Determina B.O. 7 del 24.01.2017
Determina B.O. 8 del 24.01.2017doc
Determina B.O. 10 del 24.01.2017
Determina B.O. 21 del 02.02.2017
Determina B.O. 32 del 10.02.2017
Determina B.O. 36 del 15.02.2017
Determina B.O. 39 del 20.02.2017
Determina B.O. 41 del 24.02.2017
Determina B.O. 42 del 28.02.2017
Determina B.O. 46 del 06.03.2017
Determina B.O. 47 del 06.03.2017
Determina B.O. 48 del 06.03.2017
Determina B.O. 48 del 06.03.2017
Determina B.O. 51 del 09.03.2017
Determina B.O. 53 del 10.03.2017
Determina B.O. 57 del 18.03.2017
Determina B.O. 58 del 21.03.2017
Determina B.O. 64 del 29.03.2017
Determina B.O. 65 del 29.03.2017
Determina B.O. 68 del 03.04.2017
Determina B.O. 73 del 11.04.2017
Determina B.O. 78 del 27.04.2017
Determina B.O. 79 del 27.04.2017
Determina B.O. 80 del 29.04.2017
Determina B.O. 85 del 15.05.2017
Determina B.O. 86 del 15.05.2017
Determina B.O. 87 del 15.05.2017
Determina B.O. 81 del 04.05.2017
Determina B.O. 88 del 20.05.2017
Determina B.O. 89 del 22.05.2017
Determina B.O. 90 del 22.05.2017
Determina B.O. 91 del 26.05.2017
Determina B.O. 92 del 26.05.2017
Determina B.O. 93 del 01.06.2017
Determina B.O. 94 del 01.06.2017
Determina B.O. 97 del 15.06.2017
Determina B.O. 98 del 14.06.2017
Determina B.O. 99 del 14.06.2017
Determina B.O. 100 del 23.06.2017
Determina B.O. 101 del 29.06.2017
Determina B.O. 102 del 29.06.2017
Determina B.O. 103 del 07.07.2017
Determina B.O. 104 del 07.07.2017
Determina B.O. 106 del 13.07.2017
Determina B.O. 108 del 29.08.2017
Determina B.O. 109 del 29.08.2017
Determina B.O. 107 del 21.07.2017
Determina B.O. 110 del 14.09.2017
Determina B.O. 111 del 14.09.2017
Determina B.O. 112 del 13.09.2017
Determina B.O. 115 del 19.09.2017
Determina B.O. 116 del 20.09.2017
Determina B.O. 117 del 21.09.2017
Determina B.O. 118 del 21.09.2017
Determina B.O. 120 del 26.09.2017
Determina B.O. 122 del 26.09.2017
Determina B.O. 123 del 26.09.2017
Determina B.O. 127 DEL 03.10.17
Determina B.O. 133 del 12.10.2017
Detremina B.O. 129 del 04.10.2017
Determina B.O. 135 del 13.10.2017
Determina B.O. 136 del 13.10.2017
Determina B.O. 137 del 17.10.2017
Determina B.O. 138 del 18.10.2017
Determina B.O. 141 del 30.10.2017
Determina B.O. 144 del 06.11.2017
Determina B.O. 148 del 06.11.2017
Determina B.O. 150 del 10.11.2017
Determina B.O. 151 del 10.11.2017
Determina B.O. 152 del 10.11.2017
determina B.O. 156 del 20.11.2017
Determina B.O. 161 del 25.11.2017
Determina B.O. 164 del 27.11.2017
Determina B.O. 165 del 30.11.2017
Determina B.O. 166 del 30.11.2017
Determina B.O. 179 del 11.12.2017
Determina B.O. 180 del 12.12.2017
Determina B.O. 182 del 13.12.2017
Determina B.O. 183 del 15.12.2017
Determina B.O. 184 del 19.12.2017
Determina B.O. 1 del 17.01.2018
Determina B.O. 3 del 17.01.2018
Determina B.O. 7 del 18.01.2018
Determina B.O. 12 del 24.01.2018
Determina B.O. 18 del 01.02.2018
Determina B.O. 21 del 03.02.2018
Determina B.O. 27 del 08.02.2018
Determina B.O. 29 del 09.02.2017
Determina B.O. 33 Ddel 14.02.2018
Determina B.O. 35 del 14.02.2018
Determina B.O. 42 del 05.03.2018
Determina B.O. 39 del 21.02.2018
Determina B.O. 47 del 08.03.2018
Determina B.O. 50 del 12.03.2018
Determina B.O. 57 del 21.03.2018
Determina B.O. 62 del 29.03.2018
Determina B.O. 63 del 04.04.2018
Determina B.O. 65 del 05.04.2018
Determina B.O. 68 del 09.04.2018
Determina B.O. 69 del 12.04.2018
Determina B.O. 70 del 16.04.2018
Determina B.O. 71 del 18.04.2018
Determina B.O. 76 del 03.05.2018
Determina B.O. 78 del 10.05.2018
Determina B.O. 80 del 14.05.2018. 
Determina B.O. 81 del 14.05.2018
Determina B.O. 83 del 15,.05.2018
Determina B.O. 85 del 17.05.2018
Determina B.O. 86 del 18.05.2018















Ultimo aggiornamento:
 23/05/2018 10:06

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Scadenzario obblighi amministrativi

Riferimenti normativi:
 
Ultimo aggiornamento:
 -

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Attestazioni OIV o di struttura analoga

Riferimenti normativi:
 
La presente sotto-sezione non è compilata in quanto l’Art. 74, comma 4 del D.L.vo 150/2009 esclude la costituzione degli O.I.V. nelle istituzioni scolastiche.
Ultimo aggiornamento:
 30/03/2016 08:56

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Organizzazione

Riferimenti normativi:
 
Ultimo aggiornamento:
 -

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Organi di indirizzo politico-amministrativo

Riferimenti normativi:
 
Dlgs 14 marzo 2013, n. 33

Articolo 13 Comma1 Lettera A

Obblighi di pubblicazione concernenti l'organizzazione delle pubbliche amministrazioni

Le pubbliche amministrazioni pubblicano e aggiornano le informazioni e i dati concernenti la propria organizzazione, corredati dai documenti anche normativi di riferimento. Sono pubblicati, tra gli altri, i dati relativi:
agli organi di indirizzo politico e di amministrazione e gestione, con l'indicazione delle rispettive competenze;


DLgs 14 marzo 2013, n. 33

Articolo 14 Comma 1,2

Obblighi di pubblicazione concernenti i componenti degli organi di indirizzo politico



Con riferimento ai titolari di incarichi politici, di carattere elettivo o comunque di esercizio di poteri di indirizzo politico, di livello statale regionale e locale, le pubbliche amministrazioni pubblicano con riferimento a tutti i propri componenti, i seguenti documenti ed informazioni:
l'atto di nomina o di proclamazione, con l'indicazione della durata dell'incarico o del mandato elettivo;
il curriculum;
i compensi di qualsiasi natura connessi all'assunzione della carica; gli importi di viaggi di servizio e missioni pagati con fondi pubblici;
i dati relativi all'assunzione di altre cariche, presso enti pubblici o privati, ed i relativi compensi a qualsiasi titolo corrisposti;
gli altri eventuali incarichi con oneri a carico della finanza pubblica e l'indicazione dei compensi spettanti;
le dichiarazioni di cui all'articolo 2, della legge 5 luglio 1982, n. 441, nonchè le attestazioni e dichiarazioni di cui agli articoli 3 e 4 della medesima legge, come modificata dal presente decreto, limitatamente al soggetto, al coniuge non separato e ai parenti entro il secondo grado, ove gli stessi vi consentano. Viene in ogni caso data evidenza al mancato consenso. Alle informazioni di cui alla presente lettera concernenti soggetti diversi dal titolare dell'organo di indirizzo politico non si applicano le disposizioni di cui all'articolo 7.
Le pubbliche amministrazioni pubblicano i dati cui al comma 1 entro tre mesi dalla elezione o dalla nomina e per i tre anni successivi dalla cessazione del mandato o dell'incarico dei soggetti, salve le informazioni concernenti la situazione patrimoniale e, ove consentita, la dichiarazione del coniuge non separato e dei parenti entro il secondo grado, che vengono pubblicate fino alla cessazione dell'incarico o del mandato. Decorso il termine di pubblicazione ai sensi del presente comma le informazioni e i dati concernenti la situazione patrimoniale non vengono trasferiti nelle sezioni di archivio


La Delibera CIVIT n. 65/2013 in "Applicazione dell'art. 14, comma 1, lettera f), del d.lgs n. 33/2013 ai Comuni" recita: "sono soggetti agli obblighi di pubblicazione relativamente alla situazione reddituale e patrimoniale dei titolari di cariche elettive i comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti"

ORGANO DI INDIRIZZO POLITICO

CONSIGLIO D’ISTITUTO E GIUNTA ESECUTIVA

18 membri elettivi più il dirigente scolastico; i 18 membri elettivi sono costituiti da:

– 8 rappresentanti dei docenti;

– 4 rappresentanti dei genitori;

– 4 rappresentanti degli studenti

– 2 rappresentanti del personale ATA.

Adotta il POF, delibera gli atti contabili generali e specifici e gli atti generali di indirizzo dell’istituto. Il consiglio di circolo o di istituto elegge nel suo seno una giunta esecutiva, composta di un docente, di un impiegato amministrativo o tecnico o ausiliario,di un genitore e di uno studente. Della giunta fanno parte di diritto il dirigente scolastico, che la presiede ed ha la rappresentanza dell’istituto, ed il DSGA che svolge anche funzioni di segretario della giunta stessa.

Gli atti del Consiglio di Istituto sono pubblicati nella sezione dell'Albo Pretorio dedicata

Ultimo aggiornamento:
 12/03/2017 01:03

Documenti allegati:

Sanzioni per mancata comunicazione dei dati

Riferimenti normativi:
 
Dlgs 14 marzo 2013, n. 33

Articolo 47

Sanzioni per casi specifici

La mancata o incompleta comunicazione delle informazioni e dei dati di cui all'articolo 14, concernenti la situazione patrimoniale complessiva del titolare dell'incarico al momento dell'assunzione in carica, la titolarità di imprese, le partecipazioni azionarie proprie, del coniuge e dei parenti entro il secondo grado, nonchè tutti i compensi cui da diritto l'assunzione della carica, da' luogo a una sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 10.000 euro a carico del responsabile della mancata comunicazione e il relativo provvedimento è pubblicato sul sito internet dell'amministrazione o organismo interessato.
La violazione degli obblighi di pubblicazione di cui all'articolo 22, comma 2, da' luogo ad una sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 10.000 euro a carico del responsabile della violazione. La stessa sanzione si applica agli amministratori societari che non comunicano ai soci pubblici il proprio incarico ed il relativo compenso entro trenta giorni dal conferimento ovvero, per le indennità di risultato, entro trenta giorni dal percepimento.
Le sanzioni di cui ai commi 1 e 2 sono irrogate dall'autorità amministrativa competente in base a quanto previsto dalla legge 24 novembre 1981, n. 689.
Sotto-sezione non compilata in quanto l’Art. 47 del D.L.vo 33/2013, che rinvia all’Art. 14, concerne i titolari di incarichi politici, anche a livello statale, regionale o locale.
Ultimo aggiornamento:
 30/03/2016 16:27

Documenti allegati:

Articolazione degli uffici

Riferimenti normativi:
 

DLgs 14 marzo 2013, n. 33

articolo 13 Comma 1 Lettera B,C

Obblighi di pubblicazione concernenti l'organizzazione delle pubbliche amministrazioni

1. Le pubbliche amministrazioni pubblicano e aggiornano le informazioni e i dati concernenti la propria organizzazione, corredati dai documenti anche normativi di riferimento. Sono pubblicati, tra gli altri, i dati relativi:

b. all'articolazione degli uffici, le competenze e le risorse a disposizione di ciascun ufficio, anche di livello dirigenziale non generale, i nomi dei dirigenti responsabili dei singoli uffici;

c. all'illustrazione in forma semplificata, ai fini della piena accessibilità e comprensibilità dei dati, dell'organizzazione dell'amministrazione, mediante l'organigramma o analoghe rappresentazioni grafiche;

ORGANO di INDIRIZZO POLITICO
CONSIGLIO DI ISTITUTO E GIUNTA ESECUTIVA

ORGANO DI GESTIONE

DIRIGENTE SCOLASTICO

Prof.ssa Maria Vittoria Amantea

  • dà esecuzione alle delibere degli OO.CC.;
  • coordina le attività d’Istituto;
  • rappresenta legalmente la scuola;
  • assolve alle funzioni di “datore di lavoro” ai fini dell’igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro

ORGANO DI COLLABORAZIONE

COLLABORATORI DEL DIRIGENTE

proff. Grazia Barchitta e Anna Carla Guarco


ORGANI TECNICI:

ORGANO TECNICO-DIDATTICO GENERALE: COLLEGIO DEI DOCENTI
delibera in materia di programmazione didattica

ORGANI TECNICO-DIDATTICI DEDICATI E DI PARTECIPAZIONE:
– CONSIGLI DI  CLASSE;
– G.L.I. (gruppo di lavoro per l’inclusività);
– DOCENTI REFERENTI E TITOLARI DI FUNZIONI STRUMENTALI 


SERVIZI AMMINISTRATIVI E GENERALI

D.S.G.A.  (Direttore dei servizi generali e amministrativi)

  • Giorgia Di Scioscio

SEGRETERIA AMMINISTRATIVA

  • Roberto Rizzo
SEGRETERIA PERSONALE
  • Luana Guastamacchia
  • Giovanna Forti

SEGRETERIA CONTABILE

  • Brigida Florio

SEGRETERIA DIDATTICA 

  • Anna Marano
  • Maria Briatico
  • Rosaria Faretina
UFFICIO PROTOCOLLO
  • Maria Morrone
UFFICIO MAGAZZINO
  • Roberto Paderni
Ultimo aggiornamento:
 12/12/2016 13:27

Documenti allegati:

Telefono e posta elettronica

Riferimenti normativi:
 

DLgs 14 marzo 2013, n. 33

articolo 13 Comma1 Lettera D

Obblighi di pubblicazione concernenti l'organizzazione delle pubbliche amministrazioni

1. Le pubbliche amministrazioni pubblicano e aggiornano le informazioni e i dati concernenti la propria organizzazione, corredati dai documenti anche normativi di riferimento. Sono pubblicati, tra gli altri, i dati relativi:

d. all'elenco dei numeri di telefono nonchè delle caselle di posta elettronica istituzionali e delle caselle di posta elettronica certificata dedicate, cui il cittadino possa rivolgersi per qualsiasi richiesta inerente i compiti istituzionali.

IIS Falcone Righi di Corsico 
viale Italia 24/26 – 20094 Corsico (MI)

tel. 024585362-024584583-0248602651
fax 024501984-024582669 

Posta elettronica: 
MIIS096002@istruzione.it 

Posta elettronica certificata: 
MIIS096002@pec.istruzione.it 

Codice Fiscale
80127350157
Ultimo aggiornamento:
 18/03/2016 16:41

Documenti allegati:

Consulenti e collaboratori

Riferimenti normativi:
 REGISTRO GENERALE DEI CONTRATTI 2017
REGISTRO GENERALE DEI CONTRATTI 2017
Ultimo aggiornamento:
 28/04/2017 09:52

Personale

Riferimenti normativi:
 
L'organigramma è pubblicato al seguente indirizzo: 
https://goo.gl/Dxpazv
Ultimo aggiornamento:
 10/01/2017 22:44

Documenti allegati:

Dirigenti

Riferimenti normativi:
 

Dlgs 14 marzo 2013, n. 33

articolo 15 Comma 1,2,5

Obblighi di pubblicazione concernenti i titolari di incarichi dirigenziali e di collaborazione o consulenza

  1. Fermi restando gli obblighi di comunicazione di cui all'articolo 17, comma 22, della legge 15 maggio 1997, n. 127, le pubbliche amministrazioni pubblicano e aggiornano le seguenti informazioni relative ai titolari di incarichi amministrativi di vertice e di incarichi dirigenziali, a qualsiasi titolo conferiti, nonchè di collaborazione o consulenza:
    1. gli estremi dell'atto di conferimento dell'incarico;
    2. il curriculum vitae;
    3. i dati relativi allo svolgimento di incarichi o la titolarità di cariche in enti di diritto privato regolati o finanziati dalla pubblica amministrazione o lo svolgimento di attività professionali;
    4. i compensi, comunque denominati, relativi al rapporto di lavoro, di consulenza o di collaborazione, con specifica evidenza delle eventuali componenti variabili o legate alla valutazione del risultato.
  2. La pubblicazione degli estremi degli atti di conferimento di incarichi dirigenziali a soggetti estranei alla pubblica amministrazione, di collaborazione o di consulenza a soggetti esterni a qualsiasi titolo per i quali è previsto un compenso, completi di indicazione dei soggetti percettori, della ragione dell'incarico e dell'ammontare erogato, nonchè la comunicazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della funzione pubblica dei relativi dati ai sensi dell'articolo 53, comma 14, secondo periodo, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni, sono condizioni per l'acquisizione dell'efficacia dell'atto e per la liquidazione dei relativi compensi.

Le amministrazioni pubblicano e mantengono aggiornati sui rispettivi siti istituzionali gli elenchi dei propri consulenti indicando l'oggetto, la durata e il compenso dell'incarico. Il Dipartimento della funzione pubblica consente la consultazione, anche per nominativo, dei dati di cui al presente comma.

5. Le pubbliche amministrazioni pubblicano e mantengono aggiornato l'elenco delle posizioni dirigenziali, integrato dai relativi titoli e curricula, attribuite a persone, anche esterne alle pubbliche

amministrazioni, individuate discrezionalmente dall'organo di indirizzo politico senza procedure pubbliche di selezione, di cui all'articolo 1, commi 39 e 40, della legge 6 novembre 2012, n. 190.


DLgs 14 marzo 2013, n. 33

articolo 10 Comma 8 Lettera D

8. Ogni amministrazione ha l'obbligo di pubblicare sul proprio sito istituzionale nella sezione: «Amministrazione trasparente» di cui all'articolo 9:

d. i curricula e i compensi dei soggetti di cui all'articolo 15, comma 1, nonchè i curricula dei titolari di posizioni organizzative, redatti in conformità al vigente modello europeo.

  1. Atto di Conferimento Incarico (allegato)
  2. Curriculum Vitae Europeo (allegato)
  3. CV con retribuzione (allegato)
  4. Dichiarazione di insussistenza di cause di incompatibilità (allegato)
Ultimo aggiornamento:
 21/12/2016 10:35

Incarichi amministrativi di vertice

Riferimenti normativi:
 
Ultimo aggiornamento:
 -

Documenti allegati:

Posizioni organizzative

Riferimenti normativi:
 

DLgs 14 marzo 2013, n. 33

articolo 10 Comma 8 Lettera D

8. Ogni amministrazione ha l'obbligo di pubblicare sul proprio sito istituzionale nella sezione: «Amministrazione trasparente» di cui all'articolo 9:

d. i curricula e i compensi dei soggetti di cui all'articolo 15, comma 1, nonchè i curricula dei titolari di posizioni organizzative, redatti in conformità al vigente modello europeo.

Ultimo aggiornamento:
 -

Documenti allegati:

Dotazione organica

Riferimenti normativi:
 

Dlgs 14 marzo 2013, n. 33

articolo 16 Comma 1,2

Obblighi di pubblicazione concernenti la dotazione organica e il costo del personale con rapporto di lavoro a tempo indeterminato.

  1. Le pubbliche amministrazioni pubblicano il conto annuale del personale e delle relative spese sostenute, di cui all'articolo 60, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nell'ambito del quale sono rappresentati i dati relativi alla dotazione organica e al personale effettivamente in servizio e al relativo costo, con l'indicazione della sua distribuzione tra le diverse qualifiche e aree professionali, con particolare riguardo al personale assegnato agli uffici di diretta collaborazione con gli organi di indirizzo politico.
  2. Le pubbliche amministrazioni, nell'ambito delle pubblicazioni di cui al comma 1, evidenziano separatamente, i dati relativi al costo complessivo del personale a tempo indeterminato in servizio, articolato per aree professionali, con particolare riguardo al personale assegnato agli uffici di diretta collaborazione con gli organi di indirizzo politico.

Ultimo aggiornamento:
 -

Documenti allegati:

Personale non a tempo indeterminato

Riferimenti normativi:
 

Dlgs 14 marzo 2013, n. 33

articolo 17 Comma 1,2

Obblighi di pubblicazione dei dati relativi al personale non a tempo indeterminato

  1. Le pubbliche amministrazioni pubblicano annualmente, nell'ambito di quanto previsto dall'articolo 16, comma 1, i dati relativi al personale con rapporto di lavoro non a tempo indeterminato, con la indicazione delle diverse tipologie di rapporto, della distribuzione di questo personale tra le diverse qualifiche e aree professionali, ivi compreso il personale assegnato agli uffici di diretta collaborazione con gli organi di indirizzo politico. La pubblicazione comprende l'elenco dei titolari dei contratti a tempo determinato.
  2. Le pubbliche amministrazioni pubblicano trimestralmente i dati relativi al costo complessivo del personale di cui al comma 1, articolato per aree professionali, con particolare riguardo al personale assegnato agli uffici di diretta collaborazione con gli organi di indirizzo politico.

Ultimo aggiornamento:
 -

Documenti allegati:

Tassi di assenza

Riferimenti normativi:
 

Dlgs 14 marzo 2013, n. 33

16 Comma 3

3. Le pubbliche amministrazioni pubblicano trimestralmente i dati relativi ai tassi di assenza del personale distinti per uffici di livello dirigenziale.

Ultimo aggiornamento:
 -

Documenti allegati:

Incarichi conferiti e autorizzati ai dipendenti

Riferimenti normativi:
 

DLgs 14 marzo 2013, n. 33 - DLgs n. 165/2001

articolo 18, articolo 53 Comma 1, Comma 14

Obblighi di pubblicazione dei dati relativi agli incarichi conferiti ai dipendenti pubblici

  1. Le pubbliche amministrazioni pubblicano l'elenco degli incarichi conferiti o autorizzati a ciascuno dei propri dipendenti, con l'indicazione della durata e del compenso spettante per ogni incarico.

Registro Contratti E.F. 2016
DISPONE ASSEGNAZIONE PERSONALE ORGANICO DELL'AUTONOMIA-2017-18
DISPONE ASSEGNAZIONE STAFF 2017-18
DETERMINA assegnazione docenti alle classi 2017_2018
NOMINA A REFERENTE DI INDIRIZZO-ABATE
NOMINA A REFERENTE DI INDIRIZZO-DE FELICE
NOMINA A REFERENTE DI INDIRIZZO-SEMERARO
NOMINA A REFERENTE DI PROGETTO-ULIVIERI
NOMINA TUTOR -CAZZATO 4A EE
NOMINA TUTOR -CORDANI 5A AFM
NOMINA TUTOR -DACCO' 5B LSA
NOMINA TUTOR -D'ANGELO AB AFM
NOMINA TUTOR -DE BON 3ARIM
NOMINA TUTOR -DE FELICE  4A RIM
NOMINA TUTOR -DORATI 4B LSA
NOMINA TUTOR -FINI 3B LSA
NOMINA TUTOR -FIUME 5D GC
NOMINA TUTOR -GUARCO 3 A^ AFM
NOMINA TUTOR -GUASTAFIERRO 3B INF
NOMINA TUTOR -LICENZIATO 5A EE
NOMINA TUTOR -LIGUORI 3A EE
NOMINA TUTOR -MASINI 4A SIA
NOMINA TUTOR -MONTALBANO 4A INF
NOMINA TUTOR -MONTALBANO 5B INF
NOMINA TUTOR -PERINA 4B INF
NOMINA TUTOR -POPOLO 4C LSA
NOMINA TUTOR -POPOLO 5C LSA
NOMINA TUTOR -PORINELLI 3D GC
NOMINA TUTOR -PUPILLI 3ASIA
NOMINA TUTOR -RIZZO 4A LSA
NOMINA TUTOR -RUNCI 3A LSA
NOMINA TUTOR -SEMERARO 4D GC
NOMINA TUTOR -TORCASSO 5A SIA
NOMINA TUTOR -ULIVIERI 5A INF
ANIMATORE DIGITALE
Prof. Coloru
Prof. Ginelli
Prof. Picciolini
Prof.ssa Barchitta
Prof.ssa De Felice
Prof.ssa Gigante
Prof.ssa Guarco
Prof.ssa Magistrelli
NOMINA REFERENTE CYBERBULLISMO
Area1-ATTUAZIONE DEL PIANO DELL’OFFERTA FORMATIVA E RIORIENTAMENTO
Area2-RAPPORTI CON IL TERRITORIO E COMUNICAZIONE
Area3-ORIENTAMENTO IN ENTRATA
Area4-INCLUSIONE
Attribuzione bonus 2017-18
ABATE 2C IT
ALIPPI 2 A LSA
ANTONINI 3 D GC
BEDUSCHI 1A LSA
BERTOLAZZI 5BLSA
BRUSCHI 1G GC
CAMANO 3 A LSA
CANTONI 2 EE
CAPUTO 1F IT
CAZZATO 5 A ELE
DACCO' 1B LSA
DALL'ORA 1B IT
DELL'UTRI 2 GC
DORATI 2 B LSA
FINI 3 B LSA
FIUME 5 D GC
GAMBINO 3 A ELE
GARLINI 2F IT
GEROSA 4B LSA
GIRALICO 1A EE
GITTO 4 C LSA
LABADIA 1C IT
LANOTTE 4A INF
LICENZIATO 4 A ELE
LIGUORI 1E EE
LO GIUDICE 2 GC
LOCATELLI 1 GC
MANDELLI 2B IT
MONTALBANO 5 B INF
ORTOLANI 3 A INF
PERINA 3 B INF
PETILLI
POPOLO 5C LSA
RIZZO 5A LSA
RUCNI 1C LSA
SALERNO 3 C LSA
SEMERARO 4 D GC
ULIVIERI 5A INF
ZANGLA 2C LSA
BROGGI-Elettronica
GHILARDI-Tecnico-scientifico
PADULA-Disabilità
PORINELLI-Grafica
RIZZO-Scientifico
SARACCA-Economico-linguistico
TORCASSO-Umanistico-sociale
ULIVIERI-Informatica
ZANGLA-Linguistico-sociale
DILUZIO-ATTIVITA' DIDATTICA TENNIS 2B-LSA
DILUZIO-ATTIVITA' PRE-SKY 2B-LSA
Nomina Tutor di DE BON-BASILE
Nomina Tutor di GIRALICO-CERIOLI
Nomina Tutor di POPOLO-BRUSCHI
Nomina Tutor di SARACCA-KLEIN
Bennardo-Calcolo 2 - MM2
Broggi-TPSE-Sistemi-Musica e spettacolo
Coloru-fotografia-grafica-calcolo3
De Marini-Fisica 1-2
DONISIS
Dorati-Biologia
FERRAZZO 
Gagliano-Disegno 1-2
Ghilardi-Chimica
Ginelli -Misure elettroniche
Guastafierro-Calcolo 1- 4
PUPILLI
SARACCA
Area1-ATTUAZIONE DEL PIANO DELL’OFFERTA FORMATIVA E RIORIENTAMENTO
Area2-RAPPORTI CON IL TERRITORIO E COMUNICAZIONE
Area3-ORIENTAMENTO IN ENTRATA
Area4-INCLUSIONE
Nomina coordinatore-GINELLI
Nomina membro effettivo-ABATE
Nomina membro effettivo-ALIPPI
Nomina membro effettivo-GARAVAGLIA
Nomina membro effettivo-PADULA
Nomina membro effettivo-PUPILLI
Nomina membro effettivo-SCOVOTTO
Nomina referente-BARCHITTA
Nomina referente-GUARCO
Nomina referente-PICCIOLINI
nomina membro effettivo-ALESSANDRO
nomina membro effettivo-BASILE
nomina membro effettivo-BOSELLI
nomina membro effettivo-CORSI
nomina membro effettivo-FARINELLA
nomina membro effettivo-GUGLIELMO
nomina membro effettivo-IORIO
nomina membro effettivo-LICENZIATO
nomina membro effettivo-ORTOLANI
nomina membro effettivo-PADULA
nomina referente-SCOVOTTO
nomina a membro effettivo-ABATE
nomina a membro effettivo-BUBBA
nomina a membro effettivo-PIACENTINI
nomina a membro effettivo-PUPILLI
nomina a membro effettivo-RIZZO
nomina a membro effettivo-SARACCA
nomina a referente-MESSINEO
Nomina membro effettivo-GUASTAFIERRO
Nomina membro effettivo-MAZZUCCA
Nomina membro effettivo-TRIMARCHI
Nomina ReferenteGIGANTE.giusta
Nomina membro effettivo-CANTONI
Nomina membro effettivo-CAPPELLOZZA
Nomina membro effettivo-CELLATI
Nomina membro effettivo-MAZZUCCA
Nomina membro effettivo-PETILLI
Nonima Referenre-CORSI
Nonima Referenre-DALL'ORA
Nonima Referenre-DORATI
Nomina a membro effettivo studente CIOCIA
nomina membro effetivo-alunna Bruni Nicole.doc
nomina membro effetivo-COSTA-Personale ATA
nomina membro effetivo-DALL'ORA-DOCENTE
nomina membro effetivo-GAETA-GENITORE
Nomina membro effettivo-FARINELLA
Nomina membro effettivo-MONTALBANO
Nomina referente -BARCHITTA
Nomina referente -GUARCO
nomina a preposto-BARCHITTA
nomina a ASPP-GIOVINAZZO
nomina membro effetivo-COSTA
nomina membro effetivo-FERRAZZO
nomina membro effetivo-PEDRAZZINI
nomina referente-GIOVINAZZO
Nomina membro effettivo-GUASTAFIERRO
Nomina membro effettivo-LICATA
Nomina membro effettivo-MONTALBANO
Nomina membro effettivo-ZANGLA
Nomina referente-PERINA
Incarico PROGETTAZIONE-GINELLI - a.s. 2017-18
Incarico TUTOR d'aula COSTA - a.s. 2017-18
Incarico TUTOR d'aula GINELLI - a.s. 2017-18















Ultimo aggiornamento:
 23/05/2018 10:12

Documenti allegati:

Contrattazione integrativa

Riferimenti normativi:
 

DLgs 14 marzo 2013, n. 33 - Art. 55, c. 4, DLgs n. 150/2009

21 Comma 2

2. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 47, comma 8, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, le pubbliche amministrazioni pubblicano i contratti integrativi stipulati, con la relazione tecnico-finanziaria e quella illustrativa certificate dagli organi di controllo di cui all'articolo 40-bis, comma 1, del decreto legislativo n. 165 del 2001, nonchè le informazioni trasmesse annualmente ai sensi del comma 3 dello stesso articolo. La relazione illustrativa, fra l'altro, evidenzia gli effetti attesi in esito alla sottoscrizione del contratto integrativo in materia di produttività ed efficienza dei servizi erogati, anche in relazione alle richieste dei cittadini.

In questa sotto-sezione sono pubblicati i Contratti Integrativi d’Istituto ex Art. 6 del CCNL comparto scuola e le relative relazioni illustrativa e tecnico-finanziaria ex art. 40, comma 3-sexies D.L.vo 165/2001 e successive modificazioni. 

Si allega Contratto integrativo 2015/2016 attualmente in vigore e la Relazione Tecnico-Finanziaria.
Relazione tecnico-finanziaria di accompagnamento
relazione illustrativa  del Dirigente 
Certificazione di compatibilità finanziaria contratto integrativo verbale 2017__002

Ultimo aggiornamento:
 28/04/2017 15:18

Contrattazione collettiva

Riferimenti normativi:
 

DLgs 14 marzo 2013, n. 33

21 Comma 1

Obblighi di pubblicazione concernenti i dati sulla contrattazione collettiva

  1. Le pubbliche amministrazioni pubblicano i riferimenti necessari per la consultazione dei contratti e accordi collettivi nazionali, che si applicano loro, nonchè le eventuali interpretazioni autentiche.

La consultazione dei contratti collettivi nazionali, ai sensi dell’Art. 20, comma 1 del D.L.vo 33/2013, può essere effettuata tramite il 
Ultimo aggiornamento:
 26/10/2017 07:38

OIV

Riferimenti normativi:
 

DLgs 14 marzo 2013, n. 33 - Art. 14.2, delib. CiVIT n. 12/2013

articolo 10 Comma 8 Lettera C

c. i nominativi ed i curricula dei componenti degli organismi indipendenti di valutazione di cui all'articolo 14 del decreto legislativo n. 150 del 2009

Ultimo aggiornamento:
 -

Documenti allegati:

Bandi di Concorso

Riferimenti normativi:
 

DLgs 14 marzo 2013, n. 33 - Art. 1, c. 16, lett. d), l. n. 190/2012

articolo 19 Comma 1,2

Bandi di concorso

  1. Fermi restando gli altri obblighi di pubblicità legale, le pubbliche amministrazioni pubblicano i bandi di concorso per il reclutamento, a qualsiasi titolo, di personale presso l'amministrazione.
  2.  Le pubbliche amministrazioni pubblicano e tengono costantemente aggiornato l'elenco dei bandi in corso, nonchè quello dei bandi espletati nel corso dell'ultimo triennio, accompagnato dall'indicazione, per ciascuno di essi, del numero dei dipendenti assunti e delle spese effettuate.

I bandi dei concorsi, suddivisi per tipologia e classificati per cronologia, sono pubblicati nell'apposita sezione di
» Albo Pretorio «
da cui si possono consultare con gli opportuni filtri di ricerca
Ultimo aggiornamento:
 10/03/2017 17:47

Documenti allegati:

Performance

Riferimenti normativi:
 
Ultimo aggiornamento:
 -

Documenti allegati:

Sistema di misurazione e valutazione della Performance

Riferimenti normativi:
 
Ultimo aggiornamento:
 -

Documenti allegati:

Piano della Performance

Riferimenti normativi:
 
Ultimo aggiornamento:
 -

Documenti allegati:

Relazione sulla Performance

Riferimenti normativi:
 
Ultimo aggiornamento:
 -

Documenti allegati:

Documento dell'OIV di validazione della Relazione sulla Performance

Riferimenti normativi:
 
Ultimo aggiornamento:
 -

Documenti allegati:

Relazione dell'OIV sul funzionamento complessivo del Sistema di valutazione, trasparenza e integrità dei controlli interni

Riferimenti normativi:
 
Ultimo aggiornamento:
 -

Documenti allegati:

Ammontare complessivo dei premi

Riferimenti normativi:
 
Ultimo aggiornamento:
 -

Documenti allegati:

Dati relativi ai premi

Riferimenti normativi:
 
Ultimo aggiornamento:
 -

Documenti allegati:

Benessere organizzativo

Riferimenti normativi:
 
Ultimo aggiornamento:
 -

Documenti allegati:

Bandi di gara e contratti

Riferimenti normativi:
 

Dlgs 14 marzo 2013, n. 33

articolo 37 Comma 1,2

Obblighi di pubblicazione concernenti i contratti pubblici di lavori, servizi e forniture

  1. Fermi restando gli altri obblighi di pubblicità legale e, in particolare, quelli previsti dall'articolo 1, comma 32, della legge 6 novembre 2012, n. 190, ciascuna amministrazione pubblica, secondo quanto previsto dal decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e, in particolare, dagli articoli 63, 65, 66, 122, 124, 206 e 223, le informazioni relative alle procedure per l'affidamento e l'esecuzione di opere e lavori pubblici, servizi e forniture.
  2. Le pubbliche amministrazioni sono tenute altresì a pubblicare, nell'ipotesi di cui all'articolo 57, comma 6, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, la delibera a contrarre.

AVCP 2016
Registro Contratti E.F. 2016
REGISTRO GENERALE DEI CONTRATTI 2017
Contratto ASSICURAZIONE 2017
Contratto Conduzione LABORATORIO TEATRALE 2017
Contratto Madrelingua INGLESE 2017
Contratto Progetto Sistemi di CONTABILITA' Integrata 2017
Contratto RSPP 2017
Contratto MADRELINGUA FRANCESE 2017
Contratto MADRELINGUA SPAGNOLO 2017
Contratto a titolo gratuito - Del Bene
Contratto a titolo Gratuito DONELLI
Contratto FORMATORE - PICCIOLINI
Contratto FORMATORE - PUPILLI
Incarico PROGETTAZIONE - GINELLI
Incarico TUTOR d'aula - COSTA
Incarico TUTOR d'aula - GINELLI
Contratto Formatore - ABATE - IC Cisliano
Contratto Formatore - BIANCHI - IISFR Corsico
Contratto Formatore - GIANNOLI  - IISFR Corsico
Contratto Formatore - GRASSI - IC Cisliano
Contratto Formatore - GRASSI - IC Cisliano
Contratto Formatore - TUROTTI - IIS Abbiategrasso
Contratto Formatore PUPILLI - IIS Abbiategrasso
Contratto Potenziamento Lab. di Scienze - VITALE 
Contratto Prevenzione Droghe e Dipendenze - Comunita' BETANIA
Incarico PROGETTAZIONE - GINELLI - 2
Contratti Formatore AVALLE - IC Cisliano
Contratto Assistenza Specialistica 
Contratto DI LUZIO
Contratto Formatore AMBROSETTI - IIS Corsico
Contratto Formatore AMBROSETTI - IIS Rozzano
Contratto Formatore AVALLE - IIS Rozzano
Contratto Formatore CABRINI - IIS Rozzano
Contratto Formatore CIRCELLA
Contratto Formatore DALLARDA - IIS Rozzano 
Contratto Formatore DE VITA - IIS Rozzano
Contratto Formatore DE VUONO
Contratto Formatore FOIENI - IIS Corsico
Contratto Formatore GARLASCHELLI - IIS Rozzano
Contratto Formatore GIANNOLI - IIS Rozzano
Contratto Formatore PANARIELLO
Contratto Formatore PASSERINI
Contratto Formatore PICCIOLINI  - IIS Abbiategrasso
Contratto Formatore PUPILLI - IIS Rozzano
Contratto Formatore SORDINI - IIS Rozzano
Contratto Formatore TUROTTI - IIs Abbiategrasso
Contratto per Sportello Psicologico
Contratto TUTOR d'aula COSTA
Contratto tutor GINELLI
REGISTRO GENERALE DEI CONTRATTI 2017al 25.11.2017
Contratto DELF B1 2017-18- CARISSIMO M.C.
Contratto LABORATORIO di SICENZE 2017-18- VITALE Andrea
Contratto MADRELINGUA FRANCESE 2017-18- Enjoy Y.E.
Contratto MADRELINGUA INGLESE 2017-18- GINELLI B. 
Contratto PROGETTO LAIV 2017-18 - BARBIERI I.
Contratto PROGETTO LAIV 2017-18 - BUSCARINO G.S.
Contratto PROGETTO LAIV 2017-18- ARIA di NOTE
Contratto PROGETTO LAIV 2017-18- COSSU B. 
Contratto  Lab. Scienze a.s. 2017-18 - VITALE -
Contratto  Linguaggi giovani  a.s. 2017-18 - ANDREOTTI -
Contratto ARTI MARZIALI a.s. 2017-18- BRUNO Alessandro 
CONTRATTO Corso SAP a.s. 2018-18- GI FORMAZIONE 
Contratto DEF B1 a.s. 2017-18 - CARISSIMO
Contratto Lab. Teatrale 2017-18 - COMTEATRO - 
contratto MADRELINGUA FRANCESE a.s. 2017-18- ENJOY Y.E
Contratto MADRELINGUA INGLESE a.s. 2017-18- GINELLIpdf
Contratto Progetto LAIV Basso a.s. 2017-18 - BARBIERI
Contratto Progetto LAIV batteria a.s. 2017-18 -BUSCARINO 
Contratto Progetto LAIV Canto a.s. 2017-18- COSSU
Contratto Progetto LAIV Chitarra a.s. 2017-18 - ARIA DI NOTE
Contratto Progetto LAIV Chitarra a.s. 2017-18 - ARIA DI NOTE
Contratto EDUCAZIONE all'AMBIENTE a.s. 2017-18 - CASA PER LA PACE
Contratto PREVENZIONE DROGHE e DIPENDENZE A.S. 2017-18 - Cooperativa BETANIA 2
Contratto PREVENZIONE DROGHE e DIPENDENZE A.S. 2017-18 - Cooperativa BETANIA
Contratto AMBROSETTI - IIS Corsico
Contratto ANDREOLETTI - IC Trezzano
Contratto ARMANNI - IC Pieve Emanuele
Contratto AVALLE- IIS Rozzano
Contratto BENAZZI- IIS Corsico
Contratto BIANCHI - IC Buccinasco
Contratto CAPOZZA - IC Buccinasco
Contratto D'AGATA - IC Trezzano
Contratto FOIENI - IIS Corsico
Contratto GARGIULO - IC Buccinasco
Contratto GARGIULO - IC Trezzano
Contratto GARGIULO - IIS Abbiategrasso
Contratto GARLASCHELLI- IIS Abbiategrasso
Contratto GIANNOLI - IIS Corsico
Contratto GIANNOLI- IIS Rozzano
Contratto IADEROSA - IC Pieve Emanuele
Contratto LA VERGHETTA - IC Pieve Emanuele
Contratto LANGUAGE POINT - IC Pieve emanuele
Contratto LANGUAGE POINT - IIS Corsico
Contratto MANGIAROTTI - IC Trezzano
Contratto PICCIOLINI - IIS Abbiategrasso
Contratto PICCIOLINI- IIS Corsico
Contratto PICCIOLINI- IIS Rozzano
Contratto PUPILLI - IIS Rozzano
Contratto PUPILLI- IIS Corsico
Contratto RUSIGNUOLO- IC Pieve Emanuele
Contratto SASSO - IC Buccinasco
Contratto SORDINI - IIS Abbiategrasso
Contratto SORDINI- IC Pieve Emanuele
Contratto STAMPINI - IC Pieve Emanuele
Contratto TUROTTI- IIS Abbiategrasso
Incarico PROGETTAZIONE-GINELLI
Contratto COLORU - IIS Corsico - a.s. 2017-18
Contratto RUSIGNUOLO- IIS Corsico - a.s. 2017-18












Ultimo aggiornamento:
 23/05/2018 10:02

Documenti allegati:

Enti controllati

Riferimenti normativi:
 

DLgs 14 marzo 2013, n. 33

articolo 22

Obblighi di pubblicazione dei dati relativi agli enti pubblici vigilati, e agli enti di diritto privato in controllo pubblico, nonchè alle partecipazioni in società di diritto privato.


  1. Ciascuna amministrazione pubblica e aggiorna annualmente
    1. l'elenco degli enti pubblici, comunque denominati, istituiti, vigilati e finanziati dalla amministrazione medesima ovvero per i quali l'amministrazione abbia il potere di nomina degli amministratori dell'ente, con l'elencazione delle funzioni attribuite e delle attività svolte in favore dell'amministrazione o delle

attività di servizio pubblico affidate;b) l'elenco delle società di cui detiene direttamente quote di partecipazione anche minoritaria indicandone l'entità, con l'indicazione delle funzioni attribuite e delle attività svolte in favore dell'amministrazione o delle attività di servizio pubblico affidate; c) l'elenco degli enti di diritto privato, comunque denominati, in controllo dell'amministrazione, con l'indicazione delle funzioni attribuite e delle attività svolte in favore dell'amministrazione o delle attività di servizio pubblico affidate. Ai fini delle presenti disposizioni sono enti di diritto privato in controllo pubblico gli enti di diritto privato sottoposti a controllo da parte di amministrazioni pubbliche, oppure gli enti costituiti o vigilati da pubbliche amministrazioni nei quali siano a queste riconosciuti, anche in assenza di una partecipazione azionaria, poteri di nomina dei vertici o dei componenti degli organi; d) una o più rappresentazioni grafiche che evidenziano i rapporti tra l'amministrazione e gli enti di cui al precedente comma.

2. Per ciascuno degli enti di cui alle lettere da a) a c) del comma 1 sono pubblicati i dati relativi alla ragione sociale, alla misura della eventuale partecipazione dell'amministrazione, alla durata dell'impegno, all'onere complessivo a qualsiasi titolo gravante per l'anno sul bilancio dell'amministrazione, al numero dei rappresentanti dell'amministrazione negli organi di governo, al trattamento economico complessivo a ciascuno di essi spettante, ai risultati di bilancio degli ultimi tre esercizi finanziari. Sono altresì pubblicati i dati relativi agli incarichi di amministratore dell'ente e il relativo trattamento economico complessivo.

3. Nel sito dell'amministrazione è inserito il collegamento con i siti istituzionali degli enti di cui al comma 1, nei quali sono pubblicati i dati relativi ai componenti degli organi di indirizzo e ai soggetti titolari di incarico, in applicazione degli articoli 14 e 15.

4. Nel caso di mancata o incompleta pubblicazione dei dati relativi agli enti di cui al comma 1, è vietata l'erogazione in loro favore di somme a qualsivoglia titolo da parte dell'amministrazione interessata.

5. Le amministrazioni titolari di partecipazioni di controllo promuovono l'applicazione dei principi di trasparenza di cui ai commi 1, lettera b), e 2, da parte delle società direttamente controllate nei confronti delle società indirettamente controllate dalle medesime amministrazioni.

6. Le disposizioni di cui al presente articolo non trovano applicazione nei confronti delle società, partecipate da amministrazioni pubbliche, quotate in mercati regolamentati e loro controllate

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Enti pubblici vigilati

Riferimenti normativi:
 

DLgs 14 marzo 2013, n. 33

articolo 22 Comma 1 Lettera A

Obblighi di pubblicazione dei dati relativi agli enti pubblici vigilati, e agli enti di diritto privato in controllo pubblico, nonchè alle partecipazioni in società di diritto privato.

  1. Ciascuna amministrazione pubblica e aggiorna annualmente:
    1. l'elenco degli enti pubblici, comunque denominati, istituiti, vigilati e finanziati dalla amministrazione medesima ovvero per i quali l'amministrazione abbia il potere di nomina degli amministratori dell'ente, con l'elencazione delle funzioni attribuite e delle attività svolte in favore dell'amministrazione o delle attività di servizio pubblico affidate;
Ultimo aggiornamento:
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Società partecipate

Riferimenti normativi:
 

Dlgs 14 marzo 2013, n. 33

articolo 22 Comma 1 Lettera B

b. l'elenco delle società di cui detiene direttamente quote di partecipazione anche minoritaria indicandone l'entità, con l'indicazione delle funzioni attribuite e delle attività svolte in favore dell'amministrazione o delle attività di servizio pubblico affidate;

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Enti di diritto privato controllati

Riferimenti normativi:
 

Dlgs 14 marzo 2013, n. 33

articolo 22 Comma 1 Lettera B

b. l'elenco delle società di cui detiene direttamente quote di partecipazione anche minoritaria indicandone l'entità, con l'indicazione delle funzioni attribuite e delle attività svolte in favore dell'amministrazione o delle attività di servizio pubblico affidate;

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Rappresentazione grafica

Riferimenti normativi:
 

DLgs 14 marzo 2013, n. 33

22 Comma 1 Lettera D

d. una o più rappresentazioni grafiche che evidenziano i rapporti tra l'amministrazione e gli enti di cui al precedente comma.

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Attività e procedimenti

Riferimenti normativi:
 
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Dati aggregati attività amministrativa

Riferimenti normativi:
 

DLgs 14 marzo 2013, n. 33

24 Comma 1

Obblighi di pubblicazione dei dati aggregati relativi all'attività amministrativa


Le pubbliche amministrazioni che organizzano, a fini conoscitivi e statistici, i dati relativi alla propria attività amministrativa, in forma aggregata, per settori di attività, per competenza degli organi e degli uffici, per tipologia di procedimenti, li pubblicano e li tengono costantemente aggiornati.

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Tipologie di procedimento

Riferimenti normativi:
 

Dlgs 14 marzo 2013, n. 33

articolo 35 Comma 1,2

  1. Le pubbliche amministrazioni pubblicano i dati relativi alle tipologie di procedimento di propria competenza. Per ciascuna tipologia di procedimento sono pubblicate le seguenti informazioni:
    1. una breve descrizione del procedimento con indicazione di tutti i riferimenti normativi utili;
    2. l'unità organizzativa responsabile dell'istruttoria;
    3. il nome del responsabile del procedimento, unitamente ai recapiti telefonici e alla casella di posta elettronica istituzionale, nonchè, ove diverso, l'ufficio competente all'adozione del provvedimento finale, con l'indicazione del nome del responsabile dell'ufficio, unitamente ai rispettivi recapiti telefonici e alla casella di posta elettronica istituzionale;
    4. per i procedimenti ad istanza di parte, gli atti e i documenti da allegare all'istanza e la modulistica necessaria, compresi i fac-simile per le autocertificazioni, anche se la produzione a corredo dell'istanza è prevista da norme di legge, regolamenti o atti pubblicati nella Gazzetta Ufficiale, nonchè gli uffici ai quali rivolgersi per informazioni, gli orari e le modalità di accesso con indicazione degli indirizzi, dei recapiti telefonici e delle caselle di posta elettronica istituzionale, a cui presentare le istanze;
    5. le modalità con le quali gli interessati possono ottenere le informazioni relative ai procedimenti in corso che li riguardino;
    6. il termine fissato in sede di disciplina normativa del procedimento per la conclusione con l'adozione di un provvedimento espresso e ogni altro termine procedimentale rilevante;
    7. i procedimenti per i quali il provvedimento dell'amministrazione può essere sostituito da una dichiarazione dell'interessato, ovvero il procedimento può concludersi con il silenzio assenso dell'amministrazione;
    8. gli strumenti di tutela, amministrativa e giurisdizionale, riconosciuti dalla legge in favore dell'interessato, nel corso del procedimento e nei confronti del provvedimento finale ovvero nei casi di adozione del provvedimento oltre il termine predeterminato per la sua conclusione e i modi per attivarli;
    9. il link di accesso al servizio on line, ove sia già disponibile in rete, o i tempi previsti per la sua attivazione;
    10. le modalità per l'effettuazione dei pagamenti eventualmente necessari, con le informazioni di cui all'articolo 36;
    11. il nome del soggetto a cui è attribuito, in caso di inerzia, il potere sostitutivo, nonchè le modalità per attivare tale potere, con indicazione dei recapiti telefonici e delle caselle di posta elettronica istituzionale;
    12. i risultati delle indagini di customer satisfaction condotte sulla qualità dei servizi erogati attraverso diversi canali, facendone rilevare il relativo andamento.
  2.  Le pubbliche amministrazioni non possono richiedere l'uso di moduli e formulari che non siano stati pubblicati; in caso di omessa pubblicazione, i relativi procedimenti possono essere avviati anche in assenza dei suddetti moduli o formulari. L'amministrazione non può respingere l'istanza adducendo il mancato utilizzo dei moduli o formulari o la mancata produzione di tali atti o documenti, e deve invitare l'istante a integrare la documentazione in un termine congruo.
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Monitoraggio tempi procedimentali

Riferimenti normativi:
 DLgs 14 marzo 2013, n. 33


24 Comma 2

Le amministrazioni pubblicano e rendono consultabili i risultati del monitoraggio periodico concernente il rispetto dei tempi procedimentali effettuato ai sensi dell'articolo 1, comma 28, della legge 6 novembre 2012, n. 190.

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Dichiarazioni sostitutive e acquisizione d'ufficio dei dati

Riferimenti normativi:
 

DLgs 14 marzo 2013, n. 33

35 Comma 3

Le pubbliche amministrazioni pubblicano nel sito istituzionale:

a. i recapiti telefonici e la casella di posta elettronica istituzionale dell'ufficio responsabile per le attività volte a gestire, garantire e verificare la trasmissione dei dati o l'accesso diretto agli stessi da parte delle amministrazioni procedenti ai sensi degli articoli 43, 71 e 72 del decreto del Presidente della

Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445;

b. le convenzioni-quadro volte a disciplinare le modalità di accesso ai dati di cui all'articolo 58 del codice dell'amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82;

c. le ulteriori modalità per la tempestiva acquisizione d'ufficio dei dati nonchè per lo svolgimento dei controlli sulle dichiarazioni sostitutive da parte delle amministrazioni procedenti

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Provvedimenti

Riferimenti normativi:
 
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Provvedimenti organi indirizzo-politico

Riferimenti normativi:
 

Dlgs 14 marzo 2013, n. 33

articolo 23 Comma 1,2

Obblighi di pubblicazione concernenti i provvedimenti amministrativi

  1. Le pubbliche amministrazioni pubblicano e aggiornano ogni sei mesi, in distinte partizioni della sezione «Amministrazione trasparente», gli elenchi dei provvedimenti adottati dagli organi di indirizzo politico e dai dirigenti, con particolare riferimento ai provvedimenti finali dei procedimenti di:
    1. autorizzazione o concessione;
    2. scelta del contraente per l'affidamento di lavori, forniture e servizi, anche con riferimento alla modalità di selezione prescelta ai sensi del codice dei contratti pubblici, relativi a lavori,servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163;
    3. concorsi e prove selettive per l'assunzione del personale e progressioni di carriera di cui all'articolo 24 del decreto legislativo n. 150 del 2009;
    4. accordi stipulati dall'amministrazione con soggetti privati o con altre amministrazioni pubbliche.
  2. Per ciascuno dei provvedimenti compresi negli elenchi di cui al comma 1 sono pubblicati il contenuto, l'oggetto, la eventuale spesa prevista e gli estremi relativi ai principali documenti contenuti nel fascicolo relativo al procedimento. La pubblicazione avviene nella forma di una scheda sintetica, prodotta automaticamente in sede di formazione del documento che contiene l'atto.
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Provvedimenti dirigenti

Riferimenti normativi:
 Dlgs 14 marzo 2013, n. 33


articolo 23 Comma 1,2

Obblighi di pubblicazione concernenti i provvedimenti amministrativi

  1. Le pubbliche amministrazioni pubblicano e aggiornano ogni sei mesi, in distinte partizioni della sezione «Amministrazione trasparente», gli elenchi dei provvedimenti adottati dagli organi di indirizzo politico e dai dirigenti, con particolare riferimento ai provvedimenti finali dei procedimenti di:
    1. autorizzazione o concessione;
    2. scelta del contraente per l'affidamento di lavori, forniture e servizi, anche con riferimento alla modalità di selezione prescelta ai sensi del codice dei contratti pubblici, relativi a lavori,servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163;
    3. concorsi e prove selettive per l'assunzione del personale e progressioni di carriera di cui all'articolo 24 del decreto legislativo n. 150 del 2009;
    4. accordi stipulati dall'amministrazione con soggetti privati o con altre amministrazioni pubbliche.
  2. Per ciascuno dei provvedimenti compresi negli elenchi di cui al comma 1 sono pubblicati il contenuto, l'oggetto, la eventuale spesa prevista e gli estremi relativi ai principali documenti contenuti nel fascicolo relativo al procedimento. La pubblicazione avviene nella forma di una scheda sintetica, prodotta automaticamente in sede di formazione del documento che contiene l'atto.

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Controlli sulle imprese

Riferimenti normativi:
 

Dlgs 14 marzo 2013, n. 33

25

Obblighi di pubblicazione concernenti i controlli sulle imprese

  1. Le pubbliche amministrazioni, in modo dettagliato e facilmente comprensibile, pubblicano sul proprio sito istituzionale e sul sito: www.impresainungiorno.gov.it:
    1. l'elenco delle tipologie di controllo a cui sono assoggettate le imprese in ragione della dimensione e del settore di attività, indicando per ciascuna di esse i criteri e le relative modalità di svolgimento;
    2. l'elenco degli obblighi e degli adempimenti oggetto delle attività di controllo che le imprese sono tenute a rispettare per ottemperare alle disposizioni normative.
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Sovvenzioni, contributi, sussidi, vantaggi economici

Riferimenti normativi:
 

Dlgs 14 marzo 2013, n. 33

articolo 27

  1. La pubblicazione di cui all'articolo 26, comma 2, comprende necessariamente, ai fini del comma 3 del medesimo articolo:
    1. il nome dell'impresa o dell'ente e i rispettivi dati fiscali o il nome di altro soggetto beneficiario;
    2. l'importo del vantaggio economico corrisposto;
    3. la norma o il titolo a base dell'attribuzione;
    4. l'ufficio e il funzionario o dirigente responsabile del relativo procedimento amministrativo;
    5. la modalità seguita per l'individuazione del beneficiario;
    6. il link al progetto selezionato e al curriculum del soggetto incaricato.
  2. Le informazioni di cui al comma 1 sono riportate, nell'ambito della sezione «Amministrazione trasparente» e secondo modalità di facile consultazione, in formato tabellare aperto che ne consente l'esportazione, il trattamento e il riutilizzo ai sensi dell'articolo 7 e devono essere organizzate annualmente in unico elenco per singola amministrazione.


Dlgs 14 marzo 2013, n. 33

articolo 26 Comma 2

2. Le pubbliche amministrazioni pubblicano gli atti di concessione delle sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari alle imprese, e comunque di vantaggi economici di qualunque genere a persone ed enti pubblici e privati ai sensi del citato articolo 12 della legge n. 241 del 1990, di importo superiore a mille euro.


Dlgs 14 marzo 2013, n. 33

articolo 26 Comma 1

  1. Le pubbliche amministrazioni pubblicano gli atti con i quali sono determinati, ai sensi dell'articolo 12 della legge 7 agosto 1990, n. 241, i criteri e le modalità cui le amministrazioni stesse devono attenersi per la concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari e per l'attribuzione di vantaggi economici di qualunque genere a persone ed enti pubblici e privati.
Ultimo aggiornamento:
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Criteri e modalità

Riferimenti normativi:
 

Dlgs 14 marzo 2013, n. 33

articolo 26 Comma 2

2. Le pubbliche amministrazioni pubblicano gli atti di concessione delle sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari alle imprese, e comunque di vantaggi economici di qualunque genere a persone ed enti pubblici e privati ai sensi del citato articolo 12 della legge n. 241 del 1990, di importo superiore a mille euro.


Dlgs 14 marzo 2013, n. 33

articolo 26 Comma 1

  1. Le pubbliche amministrazioni pubblicano gli atti con i quali sono determinati, ai sensi dell'articolo 12 della legge 7 agosto 1990, n. 241, i criteri e le modalità cui le amministrazioni stesse devono attenersi per la concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari e per l'attribuzione di vantaggi economici di qualunque genere a persone ed enti pubblici e privati.

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Atti di concessione

Riferimenti normativi:
 

Dlgs 14 marzo 2013, n. 33

articolo 27

  1. La pubblicazione di cui all'articolo 26, comma 2, comprende necessariamente, ai fini del comma 3 del medesimo articolo:
    1. il nome dell'impresa o dell'ente e i rispettivi dati fiscali o il nome di altro soggetto beneficiario;
    2. l'importo del vantaggio economico corrisposto;
    3. la norma o il titolo a base dell'attribuzione;
    4. l'ufficio e il funzionario o dirigente responsabile del relativo procedimento amministrativo;
    5. la modalità seguita per l'individuazione del beneficiario;
    6. il link al progetto selezionato e al curriculum del soggetto incaricato.
  2. Le informazioni di cui al comma 1 sono riportate, nell'ambito della sezione «Amministrazione trasparente» e secondo modalità di facile consultazione, in formato tabellare aperto che ne consente l'esportazione, il trattamento e il riutilizzo ai sensi dell'articolo 7 e devono essere organizzate annualmente in unico elenco per singola amministrazione.


Dlgs 14 marzo 2013, n. 33

articolo 26 Comma 2

2. Le pubbliche amministrazioni pubblicano gli atti di concessione delle sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari alle imprese, e comunque di vantaggi economici di qualunque genere a persone ed enti pubblici e privati ai sensi del citato articolo 12 della legge n. 241 del 1990, di importo superiore a mille euro.


Dlgs 14 marzo 2013, n. 33

articolo 26 Comma 1

  1. Le pubbliche amministrazioni pubblicano gli atti con i quali sono determinati, ai sensi dell'articolo 12 della legge 7 agosto 1990, n. 241, i criteri e le modalità cui le amministrazioni stesse devono attenersi per la concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari e per l'attribuzione di vantaggi economici di qualunque genere a persone ed enti pubblici e privati.

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Bilanci

Riferimenti normativi:
 
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Bilancio preventivo e consuntivo

Riferimenti normativi:
 

Dlgs 14 marzo 2013, n. 33

articolo 29 Comma 1

Obblighi di pubblicazione del bilancio, preventivo e consuntivo, e del Piano degli indicatori e risultati attesi di bilancio, nonchè dei dati concernenti il monitoraggio degli obiettivi


  1. Le pubbliche amministrazioni pubblicano i dati relativi al bilancio di previsione e a quello consuntivo di ciascun anno in forma sintetica, aggregata e semplificata, anche con il ricorso a rappresentazioni grafiche, al fine di assicurare la piena accessibilità e comprensibilità.

Relazione Conto Consuntivo 2015
Relazione Programma annuale 2016
Relazione Programma annuale 2017
Ultimo aggiornamento:
 03/04/2017 11:31

Piano degli indicatori e risultati attesi di bilancio

Riferimenti normativi:
 

Dlgs 14 marzo 2013, n. 33

articolo 29 Comma 2

2. Le pubbliche amministrazioni pubblicano il Piano di cui all'articolo 19 del decreto legislativo 31 maggio 2011, n. 91, con le integrazioni e gli aggiornamenti di cui all'articolo 22 del medesimo decreto legislativo n. 91 del 2011.

Ultimo aggiornamento:
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Beni immobili e gestione patrimonio

Riferimenti normativi:
 
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Patrimonio immobiliare

Riferimenti normativi:
 

Dlgs 14 marzo 2013, n. 33

articolo 30

Obblighi di pubblicazione concernenti i beni immobili e la gestione del patrimonio.

  1. Le pubbliche amministrazioni pubblicano le informazioni identificative degli immobili posseduti, nonchè i canoni di locazione o di affitto versati o percepiti.

Non pertinente allo specifico di questa amministrazione
Ultimo aggiornamento:
 30/03/2016 08:18

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Canoni di locazione o affitto

Riferimenti normativi:
 

Dlgs 14 marzo 2013, n. 33

articolo 30

Obblighi di pubblicazione concernenti i beni immobili e la gestione del patrimonio.

  1. Le pubbliche amministrazioni pubblicano le informazioni identificative degli immobili posseduti, nonchè i canoni di locazione o di affitto versati o percepiti.

Non pertinente allo specifico di questa amministrazione
Ultimo aggiornamento:
 30/03/2016 08:17

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Controlli e rilievi sull'amministrazione

Riferimenti normativi:
 

Dlgs 14 marzo 2013, n. 33

31 Comma 1

Obblighi di pubblicazione concernenti i dati relativi ai controlli sull'organizzazione e sull'attività dell'amministrazione.

  1. Le pubbliche amministrazioni pubblicano, unitamente agli atti cui si riferiscono, i rilievi non recepiti degli organi di controllo interno, degli organi di revisione amministrativa e contabile e tutti i rilievi ancorchè recepiti della Corte dei conti, riguardanti l'organizzazione e l'attività dell'amministrazione o di singoli uffici.

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Servizi erogati

Riferimenti normativi:
 
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Carta dei servizi e standard di qualità

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Class action

Riferimenti normativi:
 
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Costi contabilizzati

Riferimenti normativi:
 
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Tempi medi di erogazione dei servizi

Riferimenti normativi:
 
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Liste attesa

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Pagamenti dell'amministrazione

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Indicatore di tempestività dei pagamenti

Riferimenti normativi:
 

Dlgs 14 marzo 2013, n. 33

33

Obblighi di pubblicazione concernenti i tempi di pagamento dell'amministrazione

  1. Le pubbliche amministrazioni pubblicano, con cadenza annuale, un indicatore dei propri tempi medi di pagamento relativi agli acquisti di beni, servizi e forniture, denominato: «indicatore di tempestività dei pagamenti».

indice tempestivita 2016
indice tempestivita 2017
Ultimo aggiornamento:
 17/03/2017 08:38

IBAN e pagamenti informatici

Riferimenti normativi:
 

Dlgs 14 marzo 2013, n. 33

articolo 36

Pubblicazione delle informazioni necessarie per l'effettuazione di pagamenti informatici


  1. Le pubbliche amministrazioni pubblicano e specificano nelle richieste di pagamento i dati e le informazioni di cui all'articolo 5 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82.

Il Conto Corrente Postale intestato a IIS Falcone-Righi, v.le Italia 22/24 Corsico 10527208 IBAN POSTALE intestato a: IIS Falcone-Righi, v.le Italia 22/24 Corsico IT76X0760101600000010527208
Ultimo aggiornamento:
 19/12/2016 20:18

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Elenco debiti scaduti

Riferimenti normativi:
 
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Piano dei pagamenti

Riferimenti normativi:
 
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Elenco debiti comunicati ai creditori

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Opere pubbliche

Riferimenti normativi:
 

DLgs 14 marzo 2013, n. 33 - DLgs 12 aprile 2006, n. 163

articolo 38

Pubblicità dei processi di pianificazione, realizzazione e valutazione delle opere pubbliche

  1. Le pubbliche amministrazioni pubblicano tempestivamente sui propri siti istituzionali: i documenti di programmazione anche pluriennale delle opere pubbliche di competenza dell'amministrazione, le linee guida per la valutazione degli investimenti; le relazioni annuali; ogni altro documento predisposto nell'ambito della valutazione, ivi inclusi i pareri dei valutatori che si discostino dalle scelte delle amministrazioni e gli esiti delle valutazioni ex post che si discostino dalle valutazioni ex ante; le informazioni relative ai Nuclei di valutazione e verifica degli investimenti pubblici di cui all'articolo 1 della legge 17 maggio 1999, n. 144, incluse le funzioni e i compiti specifici ad essi attribuiti, le procedure e i criteri di individuazione dei componenti e i loro nominativi.
  2. Le pubbliche amministrazioni pubblicano, fermi restando gli obblighi di pubblicazione di cui all'articolo 128 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, le informazioni relative ai tempi, ai costi unitari e agli indicatori di realizzazione delle opere pubbliche completate. Le informazioni sui costi sono pubblicate sulla base di uno schema tipo redatto dall'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, che ne cura altresì la raccolta e la pubblicazione nel proprio sito web istituzionale al fine di consentirne una agevole comparazione.

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Pianificazione e governo del territorio

Riferimenti normativi:
 

DLgs 14 marzo 2013, n. 33

39

Trasparenza dell'attività di pianificazione e governo del territorio

  1. Le pubbliche amministrazioni pubblicano:
    1. gli atti di governo del territorio, quali, tra gli altri, piani territoriali, piani di coordinamento, piani paesistici, strumenti urbanistici, generali e di attuazione, nonchè le loro varianti;
    2. per ciascuno degli atti di cui alla lettera a) sono pubblicati, tempestivamente, gli schemi di provvedimento prima che siano portati all'approvazione; le delibere di adozione o approvazione; i relativi allegati tecnici.
  2. La documentazione relativa a ciascun procedimento di presentazione e approvazione delle proposte di trasformazione urbanistica d'iniziativa privata o pubblica in variante allo strumento urbanistico generale comunque denominato vigente nonchè delle proposte di trasformazione urbanistica d'iniziativa privata o pubblica in attuazione dello strumento urbanistico generale vigente che comportino premialità edificatorie a fronte dell'impegno dei privati alla realizzazione di opere di urbanizzazione extra oneri o della cessione di aree o volumetrie per finalità di pubblico interesse è pubblicata in una sezione apposita nel sito del comune interessato, continuamente aggiornata.
  3. La pubblicità degli atti di cui al comma 1, lettera a), è' condizione per l'acquisizione dell'efficacia degli atti stessi.
  4. Restano ferme le discipline di dettaglio previste dalla vigente legislazione statale e regionale.
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Informazioni ambientali

Riferimenti normativi:
 

DLgs 14 marzo 2013, n. 33

40

Pubblicazione e accesso alle informazioni ambientali

  1. In materia di informazioni ambientali restano ferme le disposizioni di maggior tutela già previste dall'articolo 3-sexies del decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152, dalla legge 16 marzo 2001, n. 108, nonchè dal decreto legislativo 19 agosto 2005 n. 195.
  2. Le amministrazioni di cui all'articolo 2, comma 1, lettera b), del decreto legislativo n. 195 del 2005, pubblicano, sui propri siti istituzionali e in conformità a quanto previsto dal presente decreto, le informazioni ambientali di cui all'articolo 2, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 195, che detengono ai fini delle proprie attività istituzionali, nonchè le relazioni di cui all'articolo 10 del medesimo decreto legislativo. Di tali informazioni deve essere dato specifico rilievo all'interno di un'apposita sezione detta «Informazioni ambientali».
  3. Sono fatti salvi i casi di esclusione del diritto di accesso alle informazioni ambientali di cui all'articolo 5 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 195.
  4. L'attuazione degli obblighi di cui al presente articolo non è in alcun caso subordinata alla stipulazione degli accordi di cui all'articolo 11 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 195. Sono fatti salvi gli effetti degli accordi eventualmente già stipulati, qualora assicurino livelli di informazione ambientale superiori a quelli garantiti dalle disposizioni del presente decreto. Resta fermo il potere di stipulare ulteriori accordi ai sensi del medesimo articolo 11, nel rispetto dei livelli di informazione ambientale garantiti dalle disposizioni del presente decreto.

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Strutture sanitarie private accreditate

Riferimenti normativi:
 

DLgs 14 marzo 2013, n. 33

41 Comma 4

E' pubblicato e annualmente aggiornato l'elenco delle strutture sanitarie private accreditate. Sono altresì pubblicati gli accordi con esse intercorsi.

Ultimo aggiornamento:
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Interventi straordinari e di emergenza

Riferimenti normativi:
 

Dlgs 14 marzo 2013, n. 33

42

Obblighi di pubblicazione concernenti gli interventi straordinari e di emergenza che comportano deroghe alla legislazione vigente.

  1. Le pubbliche amministrazioni che adottano provvedimenti contingibili e urgenti e in generale provvedimenti di carattere straordinario in caso di calamità naturali o di altre emergenze, ivi

comprese le amministrazioni commissariali e straordinarie costituite in base alla legge 24 febbraio 1992, n. 225, o a provvedimenti legislativi di urgenza, pubblicano:

a. i provvedimenti adottati, con la indicazione espressa delle norme di legge eventualmente derogate e dei motivi della deroga, nonché l'indicazione di eventuali atti amministrativi o giurisdizionali intervenuti;

b. i termini temporali eventualmente fissati per l'esercizio dei poteri di adozione dei provvedimenti straordinari;

c. il costo previsto degli interventi e il costo effettivo sostenuto dall'amministrazione;

d. le particolari forme di partecipazione degli interessati ai procedimenti di adozione dei provvedimenti straordinari.

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Altri contenuti

Riferimenti normativi:
 
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Altri contenuti - Accessibilità e Catalogo di dati, metadati e banche dati

Riferimenti normativi:
 
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 30/03/2017 20:31

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Altri contenuti - Corruzione

Riferimenti normativi:
 

Delibera Civit n. 50/2013

Allegato 1 Delibera Civit n. 50/2013

Occorre pubblicare i seguenti contenuti: Piano triennale di prevenzione della corruzione, Responsabile della prevenzione della corruzione, Responsabile della trasparenza, Regolamenti per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità, Relazione del responsabile della corruzione, Atti di adeguamento a provvedimenti CiVIT (ora ANAC), Atti di accertamento delle violazioni


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 30/01/2018 13:54

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Altri contenuti - Accesso civico

Riferimenti normativi:
 

Dlgs 33/2013, Delibera Civit n. 50/2013

articolo 5 - Allegato 1 Delibera Civit n. 50/2013

Occorre Pubblicare: nome del Responsabile della trasparenza cui è presentata la richiesta di accesso civico, nonchè modalità per l'esercizio di tale diritto, con indicazione dei recapiti telefonici e delle caselle di posta elettronica istituzionale; nome del titolare del potere sostitutivo, attivabile nei casi di ritardo o mancata risposta, con indicazione dei recapiti telefonici e delle caselle di posta elettronica istituzionale.

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